Latte senza lattosio ad alta digeribilità

Dalla ricerca Parmalat, un latte ad Alta Digeribilità studiato specificamente per chi è intollerante al lattosio ma non vuole rinunciare alla bontà e alla ricchezza nutrizionale del latte.

latte senza lattosio
Panna Zymil
Latte Zymil
Latte delattosato ad alta digeribilità

Non tutti, purtroppo, possono beneficiare senza problemi della ricchezza nutrizionale del latte. Circa il 40% della popolazione è infatti intollerante al lattosio, lo zucchero principale contenuto nel latte. Nonostante esistano alternative al latte di mucca (ad esempio il latte di soia, di capra o di riso) il latte tradizionale resta quello più ricco e completo in natura. Da oggi anche coloro che sono intolleranti al latte possono godere dei suoi benefici grazie al latte delattosato.

Il Lattosio

“…Il lattosio è un disaccaride presente solo nel latte dei mammiferi e nei suoi derivati, in quanto viene sintetizzato dalla ghiandola mammaria grazie al sistema della lattosio sintetasi, che lega con un legame ?–1,4glicosidico, una molecola di D–galattosio con una molecola di D–glucosio.

Il bambino è geneticamente predisposto per digerire il lattosio, essendo in grado di produrre la lattasi, un ?–galattosidasi aderente all’orletto a spazzola degli enterociti, che idrolizza lo zucchero del latte in D–galattosio e D–glucosio, sui microvilli dell’intestino tenue.

L’enzima lattasi compare nell’individuo già a partire dalla 23a settimana di gestazione e raggiunge la concentrazione massima alla fine della gravidanza; la sua concentrazione rimane alta fino a quando il bambino rimane legato al latte come alimento per la sopravvivenza. Ma oltre il sesto mese di vita (periodo dello svezzamento), per gli aumentati fabbisogni in ferro e vitamina C, il latte non può rimanere l’unico alimento del bambino, per cui la lattasi fisiologicamente diminuisce fino a ridursi nell’adulto ad un decimo del suo valore alla nascita, a causa di fattori legati alla trascrizione dell’RNAm della lattasi ed a fattori post-trascrizionali…”

da: Franzè A., Nervi G., Intolleranza al lattosio, cause, effetti, rimedi, Alimentazione e benessere, Newsletter Parmalat, n.4, Dicembre 2002.

L'intolleranza al lattosio

Numerosi studi negli ultimi decenni hanno identificato una specifica sintomatologia legata all'intolleranza da lattosio, caratterizzata da aerocolia, borborigmi, dolori addominali e diarrea. Con il termine di intolleranza al lattosio si intende una ridotta capacità (o una completa incapacità) di digestione e assorbimento del disaccaride lattosio da parte dell'intestino tenue per una diminuita produzione dell'enzima lattasi.

L'enzima lattasi ha le seguenti caratteristiche:
• costituisce un fattore limitante per la scissione del disaccaride lattosio e per il suo assorbimento;
• la produzione di lattasi non è regolata dalla quantità di lattosio ingerito (come invece avviene per molti altri enzimi);
• la produzione di lattasi presenta una evoluzione caratteristica nei vari periodi di vita.

“… il calcio è il minerale maggiormente rappresentato nell’organismo umano (circa 1200 g) nel quale svolge un ruolo strutturale nelle ossa e nei denti (il 99% è presente in queste sedi). Il restante 1% è ripartito tra tessuti molli e liquidi extracellulari, nei quali si svolge una serie di funzioni altamente specializzate: le principali sono la trasmissione degli impulsi nervosi, la contrazione muscolare, la permeabilità delle membrane e la coagulazione…”

È stato appurato che la produzione di lattasi è legata all'età nella maggioranza delle popolazioni nel mondo. In un recente studio è stato messo in evidenza che la produzione di lattasi si riduce del 15% nella popolazione con età superiore ai quarant’anni e raggiunge il 50% in soggetti con età compresa tra i 60/79 anni.
In Italia la prevalenza di soggetti con deficit di lattasi è elevata, com’è stato dimostrato in numerosi studi, e si modifica in modo sensibile nelle varie regioni. In particolare nel nord della nostra penisola il 52% della popolazione studiata è deficitaria nella produzione dell'enzima. È lecito quindi concludere che la capacità di assorbimento del lattosio si riduce dopo il quarantesimo anno e tale riduzione diviene importante dopo il settantesimo anno di età.
Il problema del deficit di lattasi non è solo correlato alla sintomatologia intestinale ma anche alla riduzione di introduzione di calcio, in particolare nell'età avanzata, determinata dal ridotto consumo di latte, per evitare i disturbi intestinali. In effetti, i gruppi di popolazione adulta con malassorbimento di lattosio introducono significativamente meno calcio del gruppo di popolazione coetanea con assenza di malassorbimento del lattosio.

È stato indagato se piccole dosi di lattosio inducono sintomi gastro-intestinali in gruppi di pazienti con deficit di lattasi. In una recente ricerca è stato dimostrato che i sintomi gastro-intestinali, in una popolazione con deficit di lattasi, non sono indotti con apporti moderati di lattosio (g 7/24 h) nella alimentazione abituale.

L’intolleranza in Italia e nel Mondo “…L’intolleranza può essere classificata in Primaria, (congenità – ipolattasia – o acquisita) e Secondaria. L’intolleranza primaria congenita è estremamente rara, mentre l’intolleranza primaria acquisita interessa circa il 70% della popolazione mondiale. Risultano affetti più di 50 milioni di Americani ed in alcune zone dell’Africa e del Medio Oriente l’intolleranza interessa fino al 100% della popolazione.

The Milk Allergy and Lactose Intollerance Support Group
Svezia 3%
Giappone 100%
Danimarca 3%
Cina 90%
Finlandia 16%
Asia 95%
Svizzera 17%
Australia 84%
Inghilterra 20-30%
Stati Uniti (neri) 73%
Francia 40% - (bianchi) 10%
Italia 40%
Russia 19-20/40-90%
Africa 100%
È importante notare che la mappa mondiale delle popolazioni con minor frequenza del deficit di lattasi nell’adulto coincide con la mappa delle aree a maggior consumo di latte e derivati del latte; tale consumo determina una selezione genetica delle etnie in grado di digerire il lattosio.
Secondo studi recenti, in Italia il deficit di lattasi è presente nel 40% della popolazione, con valori particolarmente elevati nell’area napoletana e presenta andamenti crescenti passando da Nord verso Sud.
L’intolleranza secondaria è causata da patologie che determinano lesioni all’intestino tenue, con conseguente danno enzimatico. Sono causa di ipolattasia numerose condizioni patologiche quali gastroenteriti, il morbo di Crohn, gastrectomia, celiachia, colite ulceratica, sindrome del colon irritabile, radiazioni, deficit immunologici…”
da: Melvin B.,Heyman and for the Commetee on Nutrition, Lactose Intollerance in Infant, Children, and Adolescents, Pediatrics 2006; 118; 1279 – 1286.
da: Franzè A., Nervi G., Intolleranza al lattosio, cause, effetti, rimedi, Alimentazione e benessere, Newsletter Parmalat, n.4, Dicembre 2002.