Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
apparato cardiovascolare
Per diminuire la concentrazione plasmatica di omocisteina una dieta ricca di folati e efficace come l'acido folico da integrato

Pintó X., Vilaseca A., Balcells S., Artuch R., Corbella E., Meco JF., Vima R., Pujol R., Grinberg D. A folate-rich diet is as effective as folic acid from supplements in decreasing plasma homocysteine concentrations. International Journal of Medical Sciences (2005) 2:58-63

Per diminuire la concentrazione plasmatica di omocisteina una dieta ricca di folati e' efficace come l’acido folico da integratori

La correlazione inversa tra la concentrazione plasmatica di omocisteina (Hcy) e l’incidenza di malattie cardiovascolari e' ben documentata. Diverse evidenze mostrano che una terapia a base d’acido folico abbassa i livelli di Hcy e quindi riduce il rischio di malattie cardiovascolari.
Alcuni studi osservazionali hanno mostrato che il consumo di cibi ricchi in folati porta ad una riduzione della Hcy. Tuttavia, poiché si ritiene che il contenuto e la biodisponibilità di folati dagli alimenti sia bassa, ai fini di un intervento terapeutico si raccomanda di assumere 500 μg/die di acido folico tramite integratori. L’obiettivo di questo studio e' stato quello di valutare l’efficacia, nel controllo della Hcy, di un certo apporto di acido folico derivato dalla dieta, in confronto con la stessa quantità di acido folico assunta tramite integratori. In particolare, si e' misurata la variazione della concentrazione di Hcy in pazienti con malattie coronariche (CAD) e iperomocisteinemia.
Per lo studio sono stati selezionati 22 pazienti con caratteristiche omogenee e sofferenti di CAD. Il 20% dei pazienti presentava la mutazione C677T al gene della metil-tetraidrofolato riduttasi (MTHFR) che e' un noto fattore di predisposizione genetico per la iperomocisteinemia. L’iperomocisteinemia e' stata arbitrariamente definita come concentrazione di Hcy ≥ 12 μmol/l. Lo schema dello studio e' stato di tipo cross over, con due trattamenti: il primo consisteva in una dieta che apportava 500 μg/die di ac. folico, 370 μg tramite alimenti che ne sono naturalmente ricchi (succo d’arancia,verdure miste, legumi, frutta secca) e 130 μg tramite alimenti fortificati (cereali da colazione); il secondo trattamento prevedeva l’assunzione di capsule contenenti 500 μg/die di ac. folico.
I pazienti sono stati assegnati in maniera randomizzata a uno dei due trattamenti, da seguire per 5 settimane. Seguiva quindi un wash out di 5 settimane, durante il quale i soggetti hanno seguito la loro dieta abituale; infine, l’inversione dei due gruppi con altre 5 settimane di trattamento.
I risultati hanno mostrato un abbassamento significativo di circa l’8% della Hcy, sia con la dieta ricca in folati (-8.6%), sia con l’integrazione con capsule (-8.0%). Entrambi i trattamenti causano un aumento della concentrazione di folati nel plasma, aumento più marcato nella terapia con capsule. Sia con la dieta che con l’integrazione sono diminuiti i livelli plasmatici di LDL, HDLc, di apoA-1 e apoB, mentre non si sono verificate variazioni significative dei livelli di cobalamina, trigliceridi, glucosio e fibrinogeno. L’intake energetico nei due interventi e' stato sovrapponibile, così come quello di grassi totali e di colesterolo, ma con la terapia alimentare si e' avuto un minore introito di proteine (-8.3%) e un aumento dell’apporto di fibra (+39.3%). L’intake di vit.B6 e' aumentato in entrambi i trattamenti, ma in misura maggiore con la terapia alimentare, mentre non si sono avuti cambiamenti nell’intake di vit.B12 con entrambe i trattamenti.
La varietà e la quantità di alimenti utilizzati per raggiungere i 500 μg/die nella terapia alimentare rendono questa dieta sostenibile anche a lungo termine e quindi adatta anche alla popolazione generale che mediamente ingerisce comunque un quantitativo di folati inferiore a quanto raccomandato.
Secondo gli autori, i risultati suggeriscono che, per abbassare i livelli di tHcy e prevenire le malattie cardiovascolari, non sia indispensabile adoperare integratori, ma si può ricorrere a raccomandazioni dietetiche.

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