Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
apparato gastrointestinale ed equilibrio della flora microbica
Fibra Alimentare Infiammazione E Malattie Cardiovascolari

King DE. Dietary fiber, inflammation, and cardiovascular disease. Mol Nutr Food Res. 2005 Jun;49(6):594-600.

Fibra Alimentare Infiammazione E Malattie Cardiovascolari

I dati sul ruolo della fibra alimentare nella prevenzione delle malattie cardiovascolari (CVD) sono ormai numerosi e una decina di recenti studi di coorte hanno confermato un importante effetto protettivo della fibra su questo tipo di patologie. Numerose organizzazioni sanitarie hanno elaborato delle raccomandazioni dietetiche in cui suggeriscono di aumentare il contenuto di fibra nella dieta. Tuttavia i meccanismi biologici che spieghino come la fibra influenzi il sistema cardiovascolare non sono completamente chiari.
Recenti ricerche negli USA hanno mostrato una correlazione tra consumo di fibre e concentrazione della proteina C-reattiva (RCP) che è un marcatore dello stato di infiammazione sensibile e ampiamente utilizzato nella diagnostica clinica (Rischio CVD basso con CRP inferiore a 1.0 mg/L; rischio CVD alto con CRP superiore a 3.0 mg/L).
Anche correggendo per i vari fattori confondenti (fumo, alcool, attività fisica, indice di massa corporea, introito calorico, introito di grassi) la possibilità di avere elevati livelli di CRP resta significativamente più bassa nei soggetti che consumano molta fibra rispetto a quelli che ne consumano poca.
Poiché è noto che l’infiammazione è una delle cause dirette dell’aterosclerosi è chiaro che questa scoperta fa pensare che possa essere proprio la riduzione dell’infiammazione una dei fenomeni in grado di spiegare le evidenze epidemiologiche che legano un alto consumo di fibre ad un minore rischio di CVD.
In questa rassegna vengono analizzati alcuni studi che riportano le connessioni tra infiammazione, CRP, fibra alimentare e CVD. Purtroppo, in molti di questi studi si valuta la dieta in toto ed è quindi difficile attribuire l’effetto osservato ad un singolo componente. Per questo l’autrice ha avviato uno studio denominato TRIM (Trial to Reduce Inflammatory Marker) che valuterà l’effetto su alcuni markers dell’infiammazione di una supplementazione di 7 o 14 g di fibra alimentare al giorno per 3 mesi. Se i risultati saranno positivi si potrà effettivamente giungere in un futuro non lontano alla raccomandazione sanitaria di una supplementazione di fibra alimentare per ridurre il rischio di CVD.

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