Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
apparato muscolo-scheletrico e mineralizzazione ossea
I prebiotici migliorano in modo persistente l’assorbimento intestinale di calcio ed aumenta la mineralizzazione ossea in giovani adolescenti.

Cashman KD. A prebiotic substance persistently enhances intestinal calcium absorption and increases bone mineralization in young adolescents. Nutr Rev. 2006 Apr;64(4):189-96.

I prebiotici migliorano in modo persistente l’assorbimento intestinale di calcio ed aumenta la mineralizzazione ossea in giovani adolescenti.

Come è ben noto, una microflora intestinale con prevalenza di specie batteriche benefiche influenza positivamente la salute intestinale e favorisce il benessere dell’ospite. E’ possibile incrementare il numero delle specie batteriche benefiche attraverso due strade:
• l’approccio “probiotico”: consiste nel somministrare i microrganismi “benefici” per via orale, il più delle volte attraverso prodotti a base di latte;
• l’approccio “prebiotico”: consiste nel fornire fonti di carbonio utilizzate selettivamente dai microrganismi “benefici” (lattobacilli e bifidobatteri) che quindi cresceranno a discapito degli altri microrganismi presenti (non benefici).
Per prebiotici intendiamo sostanzialmente oligosaccaridi non digeribili (NDOs) i più studiati sono i frutto-oligosaccaridi (FOS), l’inulina, il lattulosio. Numerosi studi animali hanno dimostrato che una dieta ricca di prebiotici stimola l’assorbimento di calcio nei ratti. Gli studi sull’uomo sono ancora limitati, ma indicano un miglioramento dell’assorbimento del calcio, specie negli adolescenti, nel giro di poche settimane.
L’autore passa in rassegna 6 studi a breve termine (dai 9 ai 35 giorni) in cui vengono somministrati a piccoli gruppi di soggetti sani dagli 8 ai 40 g/die di inulina, FOS, galatto-oligosaccaridi. In quattro di questi sei studi si osserva un aumento dell’assorbimento del calcio tra il 20% e il 60% rispetto al controllo. In uno studio i dati mostrano una tendenza all’aumento, ma non raggiungono la significatività, mentre in uno studio non si osserva alcun effetto.
Per una funzione fisiologica come l’assorbimento del calcio è evidente che l’aspetto più interessante sia valutare quanto l’effetto dei prebiotici persista nel tempo. Un importante studio a lungo termine condotto su 100 bambini di 9-13 anni si è basato sulla somministrazione di Raftilose (una miscela di inulina e FOS) per 12 mesi (Abrams et al., Am J Clin Nutr. 2005;82:471–476). Il prebiotico 8g/die veniva assunto al mattino in un succo d’arancia. I risultati hanno dimostrato che dopo 8 settimane l’assorbimento del calcio era significativamente maggiore nel gruppo di intervento rispetto al controllo, con una differenza tra i due dell’8.5%. L’effetto di questa somministrazione era di tipo persistente in quanto dopo 12 mesi il gruppo di intervento presentava ancora un maggiore assorbimento, anche se la differenza tra i due gruppi si era ridotta al 5.9%. Lo stesso studio fornisce anche dati incoraggianti sulla mineralizzazione dell’osso. Anche per questo parametro il gruppo supplementato con il prebiotico mostra valori significativamente più alti del controllo. Questo indica come non solo sia aumentato l’assorbimento del calcio, ma anche la sua ritenzione. La principale critica a questo lavoro è che la quantità media di calcio nella dieta dei soggetti era relativamente alta (900 mg/die) e quindi non sappiamo se i prebiotici possano esercitare un effetto benefico anche per i soggetti che consumano poco calcio, che sarebbero quelli che beneficerebbero maggiormente dall’intervento dietetico.
Infine si elencano i meccanismi, per cui i prebiotici stimolerebbero l’assorbimento del calcio.
•l’aumento di solubilità del calcio dovuto al basso pH e quindi un maggior assorbimento passivo;
•l’aumento della superficie di assorbimento dell’intestino grazie alla formazione di butirrato che indurrebbe la crescita degli enterociti;
•l’aumento della superficie di assorbimento dell’intestino grazie alla produzione di poliammide da parte di alcune specie batteriche;
•un effetto diretto degli acidi grassi a corta catena nel trasportare il calcio all’interno degli eritrociti.

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