Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
intolleranze alimentari
Basi molecolari dell'intolleranza al lattosio.
Campbell AK, Waud JP, Matthews SB. The molecular basis of lactose intolerance. Sci Prog. 2005;88(Pt 3):157-202. Basi molecolari dell’intolleranza al lattosio. Molte persone possono bere latte senza problemi, ma per molte altre anche meno di un bicchiere può essere causa di disturbi più o meno gravi. Causa di questi disturbi è un difetto biochimico che impedisce il normale metabolismo del lattosio: in pratica non si è più capaci di scindere il legame ?-glucosidico del lattosio. Nell' uomo l'enzima che si occupa di questa scissione è la lattasi, un particolare tipo di ?-galattosidasi. La maggior parte della popolazione adulta è ipolattasica cioè ha bassi livelli di tale enzima. Accanto ad una naturale diminuzione dopo lo svezzamento altri fattori di riduzione della intestinale sono: perdita congenita, perdita ereditaria allo svezzamento, perdita secondaria dopo infezione. La carenza di lattasi coinvolge oltre il 90% di cinesi e giapponesi, più del 75% di neri africani, circa il 40% nelle popolazioni del mediterraneo e tra il 10 e il 20% dei nord europei e americani bianchi. Il gene della lattasi umana è localizzato sul braccio lungo del cromosoma 2. Si tratta di una sequenza di 55kb che contiene 17 esoni, che codifica per un precursore di 1927 amminoacidi, il quale matura in un enzima lattasi di 145 kDa. Diversi polimorfismi sono stati trovati a carico di introni, esoni e della regione del promotore, non per forza correlati con lattasi persistenza/non persistenza. In uno studio finlandese l’ipolattasia è stata correlata con il polimorfismo di un’elicase 14kb a monte del gene della lattasi. La lattasi intestinale è un unico enzima con due siti attivi: uno idrolizza il lattosio, l'altro idrolizza la florizina, un aril-glicoside presente in alcune specie vegetali, in glucosio e floretina. E' probabile che proprio a causa di questa doppia funzione, nel corso dell'evoluzione, si sia selezionata una diminuzione dei livelli dell’enzima dopo lo svezzamento. Infatti, in alcune diete ricche di sostanze analoghe alla florizina, ad esempio quelle di popolazioni asiatiche, questa azione secondaria della lattasi produce sostanze tossiche per l'organismo umano. Due sono i meccanismi implicati nel malassorbimento del lattosio: insufficienza di lattasi o insufficiente assorbimento di monosaccaridi dopo scissione del lattosio. I sintomi si manifestano quando il lattosio non digerito raggiunge l'intestino crasso; qui i batteri metabolizzano il lattosio producendo gas (prevalentemente idrogeno, metano e composti volatili solforati) e composti tossici (acetaldeide, acetoino, 2,3 diol-butano). Tali gas, distendendo le pareti intestinali, provocano dolore e flatulenza, invece le tossine svolgono un’azione dannosa su una vasta gamma di cellule: neuronali, cardiache, muscolari, endocrine, sistema immunitario. Utilizzare come strumento di diagnosi la descrizione dei sintomi è difficile, in quanto non è per nulla rara la manifestazione di sintomatologie non intestinali: dolore muscolare, artriti, stanchezza cronica, allergie, asma, palpitazioni. Un esempio sulla difficoltà ad interpretare le manifestazioni dell'intolleranza al lattosio è dato dal caso di Charles Darwin, il quale non associò il suo malessere quotidiano ad un'intolleranza alimentare. Anche oggi il problema dell'intolleranza al lattosio non è di facile soluzione, in quanto il latte non costituisce l'unica fonte di lattosio, ma molti alimenti presentano nella loro formulazione residui o aggiunte di lattosio, non sempre di facile da individuare visto che tale presenza può non essere espressamente indicata in etichetta.
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