Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
invecchiamento cellulare
Nelle coppie sposate l'introito dietetico e la concentrazione plasmatica di luteina...

Wenzel A., Sheehan JP., Burke JD., Lefsrud MG, Curran-Celentano J. Dietary intake and serum concentrations of lutein and zeaxanthin, but not macular pigment optical density, are related in spouses. Nutrition Research 27 (2007) 462-469 Nelle coppie sposate l’introito dietetico e la concentrazione plasmatica di luteina e zeaxantina sono correlate, ma non lo è la densità dei pigmenti oculari. Luteina (L) e Zeaxantina (Z) sono due carotenoidi che vengono assunti con la dieta; proteggono la retina assorbendo i raggi UV e agendo da antiossidanti nei confronti dei radicali liberi. Una concentrazione ottimale di carotenoidi nel tessuto oculare è essenziale per mantenere una buona funzionalità dell’occhio e per prevenire le maculopatie e il parametro essenziale da controllare è la densità ottica del pigmento maculare (macular pigment optical density - MPOD). Molti studi hanno dimostrato che esiste una correlazione tra l’assunzione di L e Z con la dieta e la MPOD, tuttavia ci sono anche molti casi in cui questo non si verifica, ovvero in cui l’assunzione con la dieta è alta ma la MPOD è bassa. Per ottenere ulteriori informazioni a riguardo, gli autori di questo lavoro hanno utilizzato un approccio sperimentale molto originale reclutando 25 coppie di sposi tra i 25 e i 70 anni sposati mediamente da 22 anni. La letteratura ci indica come le coppie sposate tendano a seguire una dieta abbastanza simile e quindi si ipotizzava che anche l’introito di L e Z fosse simile all’interno di ciascuna coppia. In effetti, mediante un questionario sulle abitudini alimentari si è verificata una correlazione tra le quantità di L e Z assunte con la dieta all’interno di ciascuna coppia. Anche se c’erano delle differenze tra i due sessi, le mogli che consumavano più L e Z erano sposate con i mariti che ne consumavano di più. Soprattutto, misurando le concentrazioni di L e Z nel sangue di questi soggetti, si è osservato che erano correlate agli introiti dietetici ed erano, quindi, correlate all’interno di ciascuna coppia di sposi. Quando però si andava a correlare la concentrazione di L e Z nel sangue con la MPOD si poteva osservare che, mentre in totale c’era una correlazione positiva (in accordo con quanto già osservato in molti studi), non c’era correlazione tra le MPOD all’interno di ciascuna coppia. In altre parole, i due partners pur avendo un introito con la dieta di L e Z, e concentrazioni plasmatiche di L e Z correlabili, avevano invece MPOD diverse e di conseguenza un diverso rischio di incorrere in patologie del tessuto oculare. Questi dati indicano che ci sono dei fattori individuali che incidono moltissimo sulla capacità dei singoli individui di traslocare alla macula e fissare nel tessuto i carotenoidi presenti nel siero. In particolare, fattori di predisposizione genetica e il profilo delle lipoproteine (che sono diversi nelle coppie sposate) sembrano incidere molto di più del tipo di dieta o dell’indice di massa corporea che invece sono correlati tra i due sposi. Comunque anche in presenza di questa forte variabilità genetica, non bisogna dimenticare che guardando all’intera popolazione esiste comunque una netta correlazione tra L e Z assunte con la dieta e la concentrazione di questi pigmenti nell’occhio.

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