Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
latte e derivati
Assunzione di calcio con la dieta e obesita'

Schrager S. Dietary calcium intake and obesity University of Wisconsin-Madison Department of Family Medicine J. Am Board Fam Pract 2005; 18:205-210.

Assunzione di calcio con la dieta e obesita’

L’obesità è in continuo aumento negli USA, in tutta la popolazione. La maggior parte degli studi osservazionali e dei trials clinici condotti sull’uomo, come pure gli studi condotti su animali di laboratorio, portano a concludere che il calcio assunto con la dieta possa avere un ruolo nella regolazione del peso corporeo. In particolare, partendo dai risultati dello studio NHANES III, è stata formulata l’ipotesi che l’integrazione alimentare con calcio possa ridurre il rischio di un aumento di peso corporeo.
Sono stati intrapresi nuovi studi con l’intento di esaminare i meccanismi fisiologici che potrebbero essere alla base di tale meccanismo e pertanto sono stati riesaminati moltissimi trials clinici in cui l’aggiunta di calcio nella dieta era finalizzata al controllo del metabolismo osseo per la prevenzione dell’osteoporosi. I risultati ottenuti hanno dimostrato che in tutte le fasce di età dai 20 ai 70 anni era evidenziabile una correlazione inversa tra il livello di assunzione di calcio ed il peso corporeo.
Lo studio CARDIA ha rilevato, in adulti con peso superiore alla norma, una forte correlazione inversa tra l’aumento del consumo alimentare di calcio e i principali parametri legati alla sindrome da insulino resistenza, compreso l’indice di massa corporea. L’elevato numero di soggetti analizzati e il lungo periodo considerato rendono questo studio di particolare rilevanza clinica.
Heaney e collaboratori, analizzando sei studi osservazionali e tre trials clinici controllati, hanno provato che anche nei soggetti giovani una riduzione di peso corporeo può essere messa in correlazione con una regolare assunzione di calcio con la dieta.
Per comprendere i meccanismi che legano il calcio all’aumento del peso basti considerare che il calcio intracellulare svolge un ruolo chiave nei disordini metabolici quali obesità e insulino resistenza. Un aumento di calcio intracellulare negli adipociti provoca una coordinata stimolazione della lipogenesi e una inibizione della lipolisi.
I principali regolatori dell’omeostasi del calcio sono l’ormone paratiroideo (PTH) e la vitamina D, nella sua forma biologicamente attiva 1,25-diidrossivitamina D; una variazione della loro concentrazione potrebbe quindi interferire notevolmente con l’insorgenza dell’obesità. Studi condotti su colture primarie di adipociti umani hanno dimostrato che la 1,25-diidrossivitamina D e il PTH possono aumentare il calcio intracellulare in maniera significativa, con conseguente inibizione della lipolisi. Inoltre, il trattamento di adipociti umani, in vitro con 1,25-diidrossivitamina D, induce l’attivazione di un enzima chiave della lipogenesi.
D’altra parte è noto che un elevato introito di calcio riduce i livelli di ormone paratiroideo (PTH) e di 1,25 diidrossivitamina D, mentre un basso introito di calcio aumenta i livelli di questi metaboliti. Di conseguenza si può affermare che l’introito di calcio con la dieta influenza direttamente la creazione e la demolizione dei depositi di grasso negli adipociti.
Anche i risultati ottenuti in uno studio su topi sembrano confermare questo meccanismo: i topi in condizioni di ridotto regime energetico, sottoposti ad una dieta ricca in calcio, mostravano una significativa riduzione del peso e della massa grassa, e un aumento della temperatura corporea e dei livelli di calcio intracellulare negli adipociti, rispetto al gruppo con dieta a basso contenuto di calcio.
Un meccanismo completamente diverso, e ancora tutto da confermare, sarebbe quello per cui un alto quantitativo di calcio nella dieta è in grado di legare acidi grassi nell’intestino riducendone l’assorbimento. Questa ipotesi sembrerebbe confermata da uno studio condotto su un limitato numero di soggetti, cui veniva somministrata cioccolata con aggiunta di calcio. I risultati mostrano una maggiore presenza di grassi nelle feci, conseguentealla riduzione dell’assorbimento intestinale dei grassi.
In conclusione, per trarre vantaggio dal ruolo piccolo ma significativo del calcio presente nella dieta sull’aumento del peso, bisognerebbe promuovere il consumo di calcio, preferibilmente da prodotti a base di latte non grassi, nell’alimentazione abituale di donne in menopausa, adulti e bambini sovrappeso. In diversi studi, infatti, il calcio dei prodotti a base di latte, per l’effetto combinato con i composti bioattivi delle proteine, sembra dare risultati migliori dei supplementi di calcio in pillole.
 

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