Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
latti funzionali
Diagnosi, sintomi e apporti di calcio in individui con auto...

Lovelace HY, Barr SI. Diagnosis, symptoms, and calcium intakes of individuals with self-reported lactose intolerance. J Am Coll Nutr. 2005 Feb;24(1):51-7. Diagnosi, sintomi e apporti di calcio in individui con auto-diagnosi di intolleranza al lattosio. La prevalenza di auto-diagnosi di intolleranza al lattosio, con conseguente alterazione dell’apporto di calcio da latte e derivati, è in forte aumento. Lo scopo di questo studio era di stimare, nei soggetti con intolleranza al lattosio auto-diagnosticata, quale sia l’apporto di calcio sia da fonti alimentari che da supplementi. E’ stato usato un disegno di indagine esplorativo, i cui partecipanti, provenienti dall’area metropolitana di Vancouver, sono stati arruolati dopo aver appreso dello studio su manifesti e inserti su giornali locali. I 189 partecipanti, dopo aver contattato telefonicamente un intervistatore, hanno ricevuto per posta un questionario contenente domande utili per valutare il metodo diagnostico usato per diagnosticare l’intolleranza, la gravità dei sintomi e come i sintomi sono scatenati dall’ingestione degli alimenti contenenti lattosio. Il campione di studio comprende: 44 maschi e 115 femmine con un’età di 47±15 anni; il 67% dei soggetti è Caucasico, altri gruppi etnici numerosi sono gli Asiatici e i sud-Asiatici. Il 53,8% dei partecipanti erano intolleranti al lattosio auto-diagnosticati; 42% diagnosticati dal medico e 4% diagnosticati da un dietista o un omeopata. Per i soggetti diagnosticati dal medico, nel 76% dei casi il medico ha usato come strumento diagnostico solo la descrizione dei sintomi; il 30% ha usato altri metodi in aggiunta alla descrizione dei sintomi. Fra questi il diario alimentare e dei sintomi, la dieta di eliminazione e la prova di eliminazione e provocazione. Solo il 10% dei medici ha usato il test di tolleranza al lattosio. Per calcolare l’apporto di calcio nell’ultimo mese e stimare l’uso di supplementi di calcio è stato usato un FFQ (questionario sulla frequenza di consumo alimentare). I dati degli FFQ sono stati raccolti ed inseriti in un database per ottenere le informazioni sull’apporto medio di calcio. L’analisi della varianza ANOVA è stata usata per verificare se esistevano differenze dell’apporto di calcio in base al genere o all’età. Solo 11,2% delle femmine e il 12,2% dei maschi soddisfaceva il livello adeguato del calcio età-specifico con le sole fonti alimentari. L’apporto medio di calcio da fonti alimentari per auto-diagnosticati è 591 ± 382 mg/die, inferiore a quello raccomandato di 1000-1200 mg/die. Gli FFQ possono sottostimare di circa 100 mg l’apporto di calcio, comunque i partecipanti allo studio hanno un apporto di calcio inferiore rispetto a quello medio dei Canadesi e degli Americani sani. Dai questionari è emerso che il 65% dei partecipanti ha assunto dei supplementi di calcio, un dato altissimo confrontato con quello della popolazione canadese media. L’apporto medio di calcio da supplementi è 746 ± 703 mg/die il che consente alla maggior parte di coloro che fanno uso di supplementi di raggiungere il valore consigliato. Tuttavia in alcuni casi viene raggiunto un eccessivo introito da supplementi. L’apporto di calcio alimentare e da supplementi non differisce fra auto e medico diagnosticati. I limiti dello studio sono la selezione dei partecipanti sulla base di dati autoriportati e la difficoltà di trovare differenze età e sesso specifiche, a causa di una bassa percentuale di uomini. Inoltre vanno ricordati tutti i limiti inerenti all’uso dei questionari spediti per posta nel calcolo degli introiti dietetici. Comunque le varie limitazioni non invalidano il dato che emerge da questo studio: un’elevata percentuale di persone con intolleranza auto-diagnosticata al lattosio hanno un introito di calcio da fonti alimentari inferiore a quello raccomandato con rischio di fratture ossee. Infine il fatto che l’utilizzo di supplementi non differisca tra i soggetti diagnosticati dal medico e quelli con autodiagnosi indica come sia necessario fornire maggiori informazioni ai medici nutrizionisti e ai dietisti sui rischi legati al mancato raggiungimento dell’introito giornaliero di calcio in questa categoria di soggetti.

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