Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
latti funzionali
Effetti dell'acido eicosapentenoico sui maggiori eventi coronarici in pazienti ipercolesterolemici (JELIS)....

M.Yokoyama, e altri studiosi del gruppo Japan EPA lipid intervention study (JELIS). Effects of eicosapentaenoic acid on major coronary events in hypercholesterolaemic patients (JELIS): a randomised open label, blinded endpoint analysis. Lancet 2007, 369: 1090–98 Effetti dell’acido eicosapentenoico sui maggiori eventi coronarici in pazienti ipercolesterolemici (JELIS): uno studio randomizzato aperto con analisi degli endpoint in cieco I dati epidemiologici e le evidenze cliniche indicano chiaramente che un aumentato introito di acidi grassi omega-3 a lunga catena sia in grado di ridurre la mortalità da patologie coronariche. L’estere etilico dell’acido eicosapentanoico (EPA), ottenuto da acidi grassi omega-3 presenti nell’olio di pesce è stato approvato dal Ministero della Salute Giapponese per il trattamento dell’iperlipidemia. In questo studio si è voluta verificare l’ipotesi che l’utilizzo prolungato di EPA sia efficace nella prevenzione di eventi coronarici gravi in pazienti ipercolesterolemici Giapponesi che, rispetto al resto della popolazione mondiale, sono grandi consumatori di pesce. A questo scopo 18.645 pazienti con un colesterolo uguale o superiore a 6,5 mmol/L (250 mg/dL) sono stati reclutati dai medici di base tra il 1996 e il 1999 e il periodo di studio è stato di 5 anni. I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: il gruppo EPA (9326 soggetti) ha assunto insieme alle statine 1,8 g di EPA al giorno, mentre il gruppo controllo (9319 soggetti) ha preso solo le statine. Il principale parametro considerato è stato l’evento coronarico grave che includeva arresto cardiaco improvviso, infarto del miocardio fatale o non fatale e altri eventi non fatali come angina pectoris, angioplastica/stenting o applicazione di bypass coronarico arterioso. Dopo un periodo medio di 4,6 anni sono stati osservati 262 casi (2,8%) nel gruppo EPA e 324 casi (3,5%) nel gruppo controllo con una riduzione osservata del 19% (p=0,011) a seguito del trattamento con EPA. La concentrazione del colesterolo LDL nel siero cala del 25% a 4,7 mmol/L in entrambi i gruppi ma questo parametro non risulta correlato alla riduzione del rischio di eventi coronarici gravi. Eventi di angina instabile ed eventi coronarici non fatali erano significativamente inferiori nel gruppo EPA, mentre arresto cardiaco improvviso e morte coronarica non erano differenti tra i gruppi. Tra i pazienti con una storia di malattie coronariche precedenti, gli eventi gravi sono stati ridotti del 19% (p=0,048). In questo sottogruppo di prevenzione secondaria si sono osservati 158 casi (8,7%) nel gruppo EPA e 197 (10,7%) tra i controlli. Nei pazienti che non avevano una storia precedente di malattie coronariche il trattamento con EPA riduce il totale degli eventi gravi del 18% ma questo dato non raggiunge la significatività statistica con 104 casi (1,4%) nel gruppo EPA e 127 casi (1,7%) nel gruppo controllo. Questi dati indicano che la riduzione del rischio associate al trattamento con EPA è evidente per quanto riguarda gli eventi coronarici non fatali, mentre non è significativo per gli eventi mortali neanche nel sottogruppo di prevenzione secondaria. Sulla base di questi dati gli autori concludono che il trattamento con EPA è promettente per la prevenzione di eventi coronarici gravi e specialmente per eventi non fatali nei pazienti Giapponesi con ipercolesterolemia.

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