Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
latti funzionali
Lo studio Zenith: effetti sugli elementi essenziali in tracce...

Hininger-Favier I, Andriollo-Sanchez M, Arnaud J, Meunier N, Bord S., Graham C, Polito A., Maiani G., O’Connor J., Coudray C., Roussel AM. Age- and sex-dependent effects of long-term zinc supplementation on essential trace element status and lipid metabolism in European subjects: the Zenith Study. British Journal of Nutrition (2007), 97, 569–578 Lo studio Zenith: effetti sugli elementi essenziali in tracce e sul metabolismo lipidico della somministrazione di zinco a lungo termine Negli ultimi 30 anni sono state accumulate molte evidenze sperimentali sulla diffusa carenza di zinco nella dieta. Molte sono le possibili conseguenze di questa carenza, soprattutto nelle patologie legate all’invecchiamento, come la ridotta immunocompetenza, l’osteoporosi, lo stress ossidativo ed il diabete. Considerando il ruolo chiave dello zinco in molte funzioni fisiologiche, si può ipotizzare che una concentrazione ottimale di zinco possa essere un importante parametro predittivo per garantire una buona efficienza dell’organismo durante l’invecchiamento. D’altra parte, la possibilità di supplementare con zinco la dieta della popolazione è ancora una questione aperta in quanto alcuni studi, in cui era stato somministrato zinco ad una concentrazione superiore ai 15 mg al giorno (che rappresentano la RDA stabilita dalla EU nel 1993), avevano osservato un’alterazione nella concentrazione di rame e del metabolismo lipidico nei soggetti trattati per alcuni mesi. In effetti il bilancio tra i vari micronutrienti nell’organismo, in particolare zinco, rame e ferro, appare finemente regolato e, specialmente nella popolazione anziana, una deficienza di micronutrienti potrebbe causare danni importanti. L’obiettivo generale del progetto Zenith era di valutare l’effetto su parametri psicologici e biochimici di una supplementazione con zinco sulla popolazione Europea considerando soggetti sia di mezz’età (55-70 anni) che anziani (70-85 anni). In questo studio randomizzato in doppio cieco, che ha coinvolto circa 400 volontari, è stato valutato l’effetto di una supplementazione con zinco a 15 e 30 mg al giorni sullo stato di zinco, rame e ferro e sul quadro lipidico. I risultati dello studio dimostrano che la supplementazione con 15 mg al giorno di zinco per sei mesi ha aumentato la concentrazione di zinco e la sua secrezione nelle urine senza nessun effetto negativo sullo stato di ferro e rame o sul quadro lipidico ematico consentendo a tutti i soggetti di raggiungere adeguati livelli di zinco. Con una supplementazione di 30 mg al giorno di zinco era possibile osservare alcune alterazioni nello stato del ferro, dipendenti dal genere e dall’età. In particolare, nei soggetti più anziani si osservava una riduzione dell’emoglobina, mentre nelle donne, ma non negli uomini, si osservava un aumento del ferro ematico, della ferritina e nella saturazione della transferrina. In conclusione, una supplementazione con 15 mg/die di zinco, spesso necessaria per un ottimale funzionamento di alcuni meccanismi biochimici durante l’invecchiamento, può essere condotta in tutta sicurezza per quanto riguarda il profilo lipidico e il rischio di interferenza con l’omeostasi di ferro e rame.

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