Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
latti funzionali
Qual è lo status ottimale di Vitamina D per promuovere la salute?

Vieth R. What is the optimal vitamin D status for health? Progress in Biophysics and Molecular Biology 92 (2006) 26–32 Qual è lo status ottimale di Vitamina D per promuovere la salute? La maggior parte della vitamina D presente nell’organismo è prodotta per conversione del 7-deidrocolesterolo a seguito dell’esposizione ai raggi solari. Una quota minore è introdotta con l’alimentazione. Entrambe le forme vengono convertite dal fegato in 25 idrossi vitamina D (25(OH)D). Quindi il miglior indicatore dello stato di vit. D è la concentrazione plasmatica della forma 25(OH)D. La concentrazione di questa vitamina varia nelle persone a seconda dei luoghi in cui vivono. In soggetti che vivono in un ambiente soleggiato e sono esposti per tempi abbastanza lunghi ai raggi UVB, la concentrazione plasmatica di 25-(OH)D può arrivare intorno alle 100 nmol/L. Durante i periodi freddi e a latitudini dove le radiazioni solari sono minori, si osservano valori dimezzati intorno alle 50 nmol/L di 25-(OH)D. In questo articolo si vuole stabilire quali siano le quantità ottimali di vit.D da assumere per garantire una concentrazione plasmatica di 25-(OH)D salutare per ciascun individuo. Come è noto, il ruolo principale della VitD è di regolazione dell’omeostasi del calcio e quindi è essenziale nella prevenzione di rachitismo, osteomalacia e osteoporosi. Le evidenze provengono da numerosi studi di natura epidemiologica, principalmente studi randomizzati controllati, nei quali è stato visto che adeguate concentrazioni di vitamina D sono necessarie per regolare il trasporto attivo di calcio attraverso la mucosa intestinale, e che il suddetto effetto raggiunge un “plateau” a concentrazione plasmatica di 25-(OH)D di 80nmol/L, oltre il quale non si osserva un ulteriore aumento dell’assorbimento del calcio. Recenti ricerche dimostrano inoltre che la concentrazione di 25-(OH)D nel siero può essere più importante che un alto introito di calcio nel mantenere i valori desiderati di ormone paratiroideo (PTH). Individui che vivono in un ambiente che permette un’adeguata esposizione al sole, o che assumono supplementi di vitamina D, raggiungono facilmente una concentrazione di 25-(OH)D di 75 nmol/L, concentrazione che non aumenta il rischio di ipercalciuria. Anzi, secondo altri studi, supplementazione con vitamina D, grazie alle quali si raggiungano concentrazioni che superano i 75nmol/L, possono prevenire fratture, mentre concentrazioni nel siero di 25-(OH)D al di sotto di questo valore, sono associati ad una riduzione della densità minerale ossea. In definitiva, per evitare danni da carenza di vitamina D, sarebbe necessario assicurare che tutti abbiano una concentrazione al di sopra di 75 nmol/L. Molte delle raccomandazioni da parte delle autorità sanitarie limitano l’introito di vitamina D da supplementi e alimenti fortificati a 25 mcg/die, una dose che aumenta i livelli plasmatici di 25-(OH)D di circa 25nmol/L. Tuttavia questa raccomandazione dovrebbe essere rivista per quei soggetti che sono esposti a bassi livelli di UVB considerando anche che, soprattutto per certi individui sensibili, non è possibile consigliare una maggior esposizione ai raggi solari in quanto potrebbe causare danni di tipo dermatologico. La conversione in 25-(OH)D è molto più efficiente negli individui con la pelle chiara che in quelli con la pelle scura. Quindi gli immigrati con carnagione scura che vivono in aree meno soleggiate rispetto al paese d’origine sono una categoria particolarmente a rischio così come quei soggetti che per motivi religiosi non espongono la pelle alla luce solare. Secondo l’autore, per le categorie a rischio potrebbe essere utile una supplementazione di Vit D fino a 50 mcg/die.

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