Ricerca e nutrizione

Letteratura Scientifica

Questa sezione è interamente dedicata alla letteratura scientifica, costantemente aggiornata con gli ultimi studi.

Contiene:
  • raccolta di riferimenti bibliografici relativi a fattori nutritivi, elementi funzionali e corrispondenti aree tematiche
  • riassunti in italiano di importanti articoli di letteratura relativi ai temi trattati
  • pubblicazioni Parmalat.
frutta e derivati
Correlazione tra i livelli dietetici e plasmatici di luteina e zeaxantina e la densità oculare dei pigmenti della...

Beatty S., Nolan J., Kavanagh H., O’Donovan O. Macular pigment optical density and its relationship with serum and dietary levels of lutein and zeaxanthin. Archives of Biochemistry and Biophysics (2004) 430: 70–76 Correlazione tra i livelli dietetici e plasmatici di luteina e zeaxantina e la densità oculare dei pigmenti della macula La Maculopatia (Age Related Maculopaty – ARM) è la più comune causa di cecità nel mondo occidentale. I meccanismi eziologici legati all’ARM non sono ancora chiari, ma ciò che è evidente, in questo processo patologico, è l’incapacità di prevenire lo stress ossidativo indotto dalle radiazioni nocive che può danneggiare il tessuto sensibile della retina. Luteina (L) e Zeaxantina (Z) sono due idrossi-carotenoidi ad attività antiossidante, comunemente denominati pigmento maculare (PM), presente nella Macula, regione centrale della retina. Il PM ha una potente azione antiossidante e funge da filtro alla luce blu a livello pre-recettoriale. Pertanto, si pensa che il PM abbia una funzione importante nel proteggere l’occhio e nel prevenire la ARM. E’importante sottolineare che il PM non viene sintetizzato dall’organismo, ma è di provenienza esclusivamente dietetica. L e Z si trovano soprattutto nelle verdure e in particolar modo negli spinaci (30 g contengono oltre 3000 mg di luteina e zeaxantina); una fonte molto ricca di questi carotenoidi sono i peperoncini, ma una buona quantità la si ritrova anche nel tuorlo d'uovo. L’effettivo assorbimento di L e Z nel tratto alimentare dipende da molti fattori, tra cui la frammentazione della matrice alimentare, la formazione di micelle lipidiche, l’assorbimento dei carotenoidi da parte delle cellule della mucosa, e il trasporto dei carotenoidi a livello della circolazione linfatica e portale. La convinzione che il PM abbia un effetto protettivo contro l’insorgenza della ARM ha portato a numerosi studi che hanno analizzato la relazione tra l’assunzione dietetica di L e Z, i loro livelli plasmatici, la quantità di PM e la densità oculare di PM (Molecular Pigment Optical Density - MPOD). In questa rassegna vengono considerati sette studi che concordemente trovano una relazione tra assunzione dietetica e livelli sierici di L e Z. Per quanto riguarda, invece, la correlazione tra i livelli sierici di L e Z e la concentrazione di PM dei sette studi, sei hanno trovato una positiva e significativa correlazione, mentre in uno, peraltro condotto su pochi soggetti, non si raggiungeva la significatività. Sono stati poi considerati cinque studi osservazionali che hanno provato a correlare direttamente la MPOD e l’assunzione dietetica di L e Z. Nonostante tutti i limiti legati alle modalità di accertamento della dieta, tre di questi studi hanno trovato una relazione significativa e positiva, mentre in due non si trova correlazione. Quindi, partendo dagli studi considerati, gli autori di questa rassegna concludono che L e Z assunte con la dieta possono sicuramente ritardare o prevenire la ARM. Tuttavia, gli stessi autori evidenziano che è essenziale comprendere quali siano i meccanismi attraverso i quali L e Z arrivano dagli alimenti al loro organo bersaglio (la retina). Per esempio, ci sono recenti evidenze che indicano come la quantità di tessuto adiposo sia un fattore che influenza la traslocazione dei carotenoidi al tessuto oculare. Inoltre, gli autori evidenziano la necessità di effettuare degli studi specifici sulla popolazione anziana in cui la dieta, la digestione e le caratteristiche di assorbimento possano essere probabilmente alterate e quindi la traslocazione di L e Z nella macula fortemente compromessa.

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