Ricerca e nutrizione

Pubblicazioni Parmalat

Questa sezione è dedicata alle attività scientifiche Parmalat e riporta lavori pubblicati su Riviste o presentati a Congressi, risultato delle ricerche e delle indagini dell'Azienda, anche in collaborazione con Università e Istituti di Ricerca. Documenta l'attenzione e l'impegno di Parmalat nel valutare.

Contiene:
  • la qualità nutrizionale ed igienco-sanitaria dei prodotti (area qualità)
  • i temi di carattere nutrizionale e salutistico (area nutrizione)
  • la biodisponibilità degli elementi funzionali utilizzati ed i relativi effetti (area test clinici)
Metodi di Analisi
Determinazione del CoQ10 nelle bevande a base frutta e valutazione degli stati di ossidazione

Determinazione del CoQ10 nelle bevande a base frutta e valutazione degli stati di ossidazione

dagli Abstract del VI Congresso Naz. di Chimica degli Alimenti, Alba (Cu) 7-101 novembre 2006.

DETERMINAZIONE DEL COENZIMA Q10 NELLE BEVANDE A BASE DI FRUTTA E VALUTAZIONE DEGLI STATI DI OSSIDAZIONE

G. Di Silvestro*, A. Messori*, E. Bassi*, I. Gandolfi*, G. Littarru**
*Centro Ricerche, Lab. Centrale, Parmalat Spa, Via S. Vitale 22, 43038 Sala Baganza (PR)
**Istituto di Biochimica, Università Politecnica Delle Marche - Via Ranieri 67, 60131 Ancona

Con il termine di Coenzima Q viene indicato un gruppo di composti costituiti da un anello chinonico con una catena formata da un numero variabile di unità isopreniche, che nell'uomo e nella maggior parte degli animali è 10: per questo Coenzima Q10 (CoQ10).
Il CoQ10 può esistere in tre stati di ossidazione: ridotto -CoQH2- (presente nell’organismo umano), ossidato –CoQ- (stabile, forma prevalente dei preparati commerciali), radicalico (CoQH•). Nella forma ridotta agisce da potente antiossidante , favorendo il regolare trasporto degli elettroni a livello della catena respiratoria mitocondriale (dove rappresenta un elemento chiave nel processo di trasformazione degli alimenti in energia), e bloccando i radicali liberi, sia direttamente che in sinergia con la Vitamina E , .
Il CoQ10 viene prodotto per la maggior parte nell’organismo umano e solo in parte viene assunto con la dieta, in quanto si trova in piccole quantità negli alimenti di origine sia animale che vegetale . Una carenza può essere determinata da una ridotta biosintesi (cui va incontro l’organismo già dai vent’anni), da eccessivo consumo (intensa attività fisica, stress, ecc…), da insufficiente apporto dietetico. Gli alimenti sono dei carriers eccezionali per molti principi attivi, tra cui il CoQ10, in quanto ne favoriscono l’assorbimento: l’industria alimentare ha sviluppato alimenti arricchiti con CoQ10, in grado di contribuire all’apporto ottimale quotidiano di questa sostanza. Nel presente lavoro vengono riportati gli studi eseguiti per lo sviluppo del metodo analitico per la determinazione quantitativa del CoQ10 e per la valutazione del rapporto tra la forma ossidata/ridotta nelle bevande a base frutta. In tali prodotti il CoQ10 viene aggiunto in forma ossidata ma, durante la shelf life, può venire in parte trasformato nella forma ridotta, per la presenza della vitamina C. Il metodo prevede che il campione in esame venga suddiviso in due frazioni: ad una si aggiunge il p-benzochinone, un ossidante che trasforma quantitativamente la quantità di CoQ10 ridotta in ossidata. Il CoQ10 viene quindi estratto con n-propanolo da entrambe le frazioni campione e determinato in HPLC, con una cromatografia di fase inversa e rivelazione in UV a 275nm. L’analisi del campione con l’aggiunta dell’ossidante consente di determinare la quantità totale di CoQ10 presente; tale dato quantitativo non è ottenibile con l’impiego di antiossidanti altrettanto forti, quali l’acido perclorico. Il profilo del campione senza l’aggiunta dell’ossidante consente di valutare il rapporto tra forma ossidata/ridotta. Tale rapporto è stato confermato in un sistema modello, in cui in una soluzione di CoQ10 sono state fatte aggiunte progressive di vitamina C. Gli studi eseguiti hanno consentito di verificare che il CoQ10 nel tempo non si degrada ma tende a ridursi, soprattutto in particolari condizioni di acidità: tale comportamento non è negativo, anzi, facilita l’assorbimento a livello intestinale, essendo la forma ridotta naturalmente presente nell’organismo.

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H. Nohl, K. Staniek, A.V. Kozlov, L. Gille “The biomolecule ubiquinone exerts a variety of biological functions” Biofactors. (2003) 18(1-4), 23-31

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