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Cosa fare con il latte in scadenza

Anche nel caso del latte, è importante che sulla confezione sia sempre presente un’etichetta che fornisca indicazioni ben precise riguardo la data di scadenza dei prodotti alimentari. La data di scadenza del latte varia in base al tipo di latte che acquistate. C'è infatti differenza tra un latte fresco e un latte a lunga conservazione e, come vedrete, le confezioni riporteranno date molto diverse. In questo articolo spiegheremo il perché, vi parleremo di quali sono le modifiche che sono state recentemente apportate in merito all’indicazione della data di scadenza e vi daremo un po’ di consigli per utilizzare il latte in scadenza.


La scadenza del latte


Fino al mese di maggio 2018, il latte fresco e le uova erano gli unici prodotti alimentari la cui scadenza era regolamentata da leggi ben precise che non lasciavano discrezionalità ai produttori, ma imponevano una data precisa. Con il nuovo decreto legislativo 231/2017 che si fonda sul regolamento UE 1169/11, saranno i produttori a fissare la data di scadenza del latte fresco.


Rispetto a quanto indicato in passato, in base alla nuova normativa europea, in accordo con il ministero della salute, la data di conservazione del latte si allunga da 6 a 8 giorni. D’ora in poi, saranno i produttori a fare analisi mirate e, valutando il ciclo di vita e la durata del latte in base alla qualità batteriologica, al confezionamento, al tipo di lavorazione e alla conservazione, potranno stabilire con una discrezionalità consapevole la data di scadenza indicata sulle confezioni.


Dare la possibilità ai produttori di latte di decidere liberamente le date di scadenza indicate per il latte è una decisione che proviene anche da un lungo periodo in cui le innovazioni tecnologiche, migliorandosi e migliorando il sistema produttivo, hanno contribuito a migliorare la qualità dei macchinari e delle tecniche di produzione, nonché la qualità del prodotto stesso. La sicurezza alimentare non è messa pertanto a rischio poiché la tutela della salute del consumatore è al primo posto per i produttori di latte. Pertanto, le etichette alimentari del latte sono ormai cambiate.


Nel caso di latte sterilizzato a lunga conservazione, ovvero un prodotto che ha subito un trattamento termico finale di sterilizzazione in un contenitore sigillato, la data di conservazione deve essere riportata nell’etichettatura e deve indicare la menzione "da consumarsi preferibilmente entro", a cui devono seguire giorno, mese e anno specifici, con una data di riferimento di 180 giorni dal confezionamento. Nel caso del latte UHT a lunga conservazione, una bevanda che ha subito un trattamento termico di sterilizzazione Ultra High Temperature (Temperatura ultra alta) a cui è seguito l’immediato confezionamento asettico che permette una conservazione più lunga, l’etichetta del prodotto deve indicare, come per il latte sterilizzato, il giorno, il mese e l’anno, e deve essere un alimento con data di riferimento di 90 giorni dal confezionamento.


È doveroso specificare che la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” corrisponde al termine minimo di conservazione che sta a indicare che le caratteristiche del prodotto restano inalterate fino alla data indicata, superata la quale il produttore non assicura l’integrità del prodotto. La scadenza, invece, che riporta la dicitura “da consumarsi entro” indica il termine oltre il quale il prodotto non risulta più essere commestibile. Quindi fate attenzione a non consumare il prodotto dopo la data di scadenza.


C’è da sottolineare che, mentre per il latte dovranno essere indicate sempre giorno, mese e anno, anche nel caso di latte UHT a lunga conservazione, esistono altri prodotti in commercio per cui il produttore potrà limitarsi a indicare solo il mese e l’anno o soltanto l’anno. Nel primo caso si tratta di prodotti che possono essere conservati per più di 3 mesi ma per meno di 18 mesi; nel secondo, invece, si tratta di prodotti che possono essere conservati per più d 18 mesi.


La produzione del latte


Le qualità del latte vaccino sono ben note. È il primo alimento che i bambini conoscono e ha una grande quantità di proprietà nutritive che permangono e che devono essere assicurate all'organismo tramite l'alimentazione.


Il latte contiene proprietà imprescindibili per una sana e corretta dieta quotidiana che fornisca i giusti nutrienti per mantenere in salute il corpo. È ricco, infatti, di sostanze proteiche, carboidrati, vitamine e minerali. Bere 500 ml di latte al giorno assicura 17 g di lipidi; 19 g di glucidi; 3,5 g di sali minerali; 16 g di protidi e vitamine e può sostituire, da un punto di vista nutrizionale, 10 g di carne di manzo o 3 uova.


Non appena munto, il latte deve essere sottoposto alla pastorizzazione, un trattamento che sottopone il latte a una temperatura di 75° per 15 secondi e che distrugge tutti i germi patogeni, senza tuttavia compromettere la qualità del prodotto.


In commercio è possibile trovare il latte fresco pastorizzato, ovvero il latte che arriva crudo al confezionamento e viene sottoposto a un unico trattamento entro le 48 ore dalla mungitura. Il latte pastorizzato può anche essere definito di alta qualità se presenta un contenuto di sieroproteine solubili in una percentuale pari al 14% rispetto alle proteine totali.


In base alla legge del 3 maggio 1989 n. 169, la data di scadenza del latte fresco pastorizzato e del latte fresco pastorizzato di alta qualità era determinata nel sesto giorno successivo al trattamento termico.


Esiste anche un’altra tecnica di conservazione del latte che è la microfiltrazione per cui, prima di essere sottoposto al trattamento termico, il latte viene sottoposto a una temperatura pari a 50° e viene filtrato attraverso una membrana che riesce a trattenere una grande quantità di batteri. In questo modo, si separa anche il grasso che viene pastorizzato separatamente dal latte.


Il grasso viene pastorizzato con la flora batterica a una temperatura di 85° per eliminare un’elevata quantità di microrganismi. Il latte filtrato, invece, viene pastorizzato a 72°. Grasso e latte pastorizzati vengono poi miscelati, omogeneizzati e preparati per il consumo. Rispetto al latte pastorizzato, quello microfiltrato possiede una carica batterica inferiore e per questo motivo conserva più a lungo le sue caratteristiche e le proprietà nutrizionali.


L’indicazione della data di scadenza del latte microfiltrato fresco pastorizzato è determinata, in base al decreto 24 luglio 2003 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, nel decimo giorno successivo a quello del trattamento termico, salvo che il produttore non indichi un termine inferiore.


Come impiegare il latte scadenza?


La scadenza dei prodotti alimentari riportata sulle confezioni è una delle indicazioni a cui i consumatori devono immediatamente prestare attenzione. Controllare le etichette è estremamente importante, soprattutto se si tratta di prodotti alimentari che devono necessariamente essere consumati in totale sicurezza. Altrettanto importante è conservare il latte nella maniera più giusta: il latte fresco, che acquistate in frigorifero al supermercato, dovrà essere conservato, anche nella vostra cucina, in frigorifero. Una volta aperta la confezione, anche il latte UHT a lunga conservazione dovrà essere conservato in frigorifero per mantenere intatte le proprie caratteristiche organolettiche. Non correte inutili rischi per la salute e controllate eventuali formazioni di muffe che provocano anche odori spiacevoli e rigonfiamenti della confezione. Lo stesso discorso vale per i formaggi freschi e per lo yogurt. Una corretta conservazione contribuisce al corretto mantenimento dei prodotti del latte e a scongiurare qualsiasi rischio.


A tal proposito, è bene specificare che le etichette dei prodotti indicano una durabilità che non vale dal momento in cui il prodotto viene aperto e consumato la prima volta, ma dalla data di confezionamento, anch’essa riportata tra le informazioni della confezione.


Il modo più immediato per consumare velocemente il latte in scadenza è preparare un frullato. Un po’ della vostra frutta preferita, il latte fresco, un dolcificante naturale come il miele d’acacia o lo sciroppo d’acero e il gioco è fatto. Otterrete una bevanda sana, dal gusto tutto naturale, energizzante e poco calorica che, in questo caso, eviterà anche uno spreco alimentare.

Oltre ai frullati, con il latte in scadenza potete preparare anche gustosi smoothies: vi basterà aggiungere qualche cubetto di ghiaccio alla bevanda e, se volete, uno o due cucchiai di gelato alla panna e la vostra frutta preferita. Fragole e banane, si sa, vanno per la maggiore in questo tipi di preparazioni, ma potrete scegliere qualsiasi frutto.


Il latte è buonissimo anche nella preparazione di alcuni dolci che, se fatti in casa, sono ancora più buoni. Una ciambella è l’idea più veloce e facile per preparare un dolce anche all'ultimo momento. La ricetta richiede ingredienti sempre reperibili che vi garantiranno un successo in poche e semplici mosse. Montate nella ciotola di una planetaria 3 uova intere con 200 g di zucchero di canna; aggiungete 250 g di farina, 3 cucchiai di cacao amaro in polvere e 240 ml di latte a filo. Mescolate bene e una volta ottenuto un composto omogeneo, versatelo in una tortiera rivestita di carta da forno e infornate a 180° per 45 minuti. Sfornate la ciambella al cioccolato al latte e lasciatela raffreddare su una gratella prima di servirla.


Se avete aperto il frigorifero all'ora di cena e vi accorgete che la data di scadenza riportata sulla confezione del latte è il giorno dopo, la soluzione è una bella e gustosa frittata. Con l’aggiunta di verdure, ortaggi e uova, porterete in tavola un concentrato di proteine, fibre e vitamine davvero salutare.


Le idee per una frittata dell’ultimo minuto sono davvero moltissime, ma noi ve ne suggeriamo una davvero facilissima. Mettete in una ciotola 8 tuorli e, in una ciotola a parte versate gli albumi. Montate questi ultimi a neve con un pizzico di sale e lasciateli da parte. Sbattete i tuorli con una frusta, aggiungendo 140 g di parmigiano grattugiato e 2 cucchiai rasi di farina setacciata. Mescolate e una volta ottenuto un composto omogeneo, aggiustate di sale e pepe nero macinato al momento. Affettate finemente 2 zucchine medie, aggiungetele al composto insieme a un ciuffo di prezzemolo tritato e unite anche gli albumi montati, mescolando molto delicatamente con una spatola. In una padella antiaderente fate scaldare 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva e versate il composto di uova e zucchine. Fate cuocere la frittata a fuoco lento per circa 4 minuti, rigiratela sull'altro lato aiutandovi con un coperchio se non siete abili a far roteare la frittata in aria come provetti chef, e proseguite la cottura per altri 4 minuti circa, coprendo sempre con il coperchio. Ecco fatto!


Una salsa o una crema pasticcera sono altre due ricette che risolveranno il problema del latte in scadenza. Tuttavia, va da sé che, una volta preparata la crema, dovrete consumarla in fretta.


Se volete una ricetta facilissima da preparare, fate bollire il latte, filtratelo, rimettetelo in una casseruola e fatelo scaldare per una seconda volta, aggiungendo la scorza intera di un limone non trattato. Nel frattempo, con una frusta montate in una ciotola 3 tuorli con 120 g di zucchero semolato, aggiungete 50 g di farina e versate a filo il latte sul composto. Mescolate con una frusta a mano per evitare la formazione di grumi e rimettete il composto nella casseruola, cuocendo la crema fino a ottenere la consistenza desiderata. Copritela con la pellicola alimentare a contatto con la superficie, portatela a temperatura ambiente e consumatela accompagnandola con biscotti secchi o con una spolverizzata di cannella. Facile, non è vero?


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