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Cause e rimedi per l’intolleranza al latte

La cattiva digestione del latte è un disturbo dovuto alla carenza dell'enzima lattasi nell'apparato digerente. Questo enzima è infatti responsabile della corretta assimilazione del lattosio zucchero complesso naturalmente presente nel latte - che può essere assorbito dal nostro organismo solo se scomposto nelle sue due componenti più semplici: glucosio e galattosio. Quando le cellule intestinali non sono in grado di produrre sufficiente lattasi, il lattosio permane a lungo nell'apparato digerente, andando incontro a fermentazione e provocando i disturbi gastrointestinali tipici di questa intolleranza. Pur non trattandosi di una vera e propria allergia, infatti, la cattiva digestione del lattosio si presenta con fastidiosi episodi di gonfiore, dolore addominale e diarrea che tendono a peggiorare in assenza di interventi sulle abitudini alimentari.


Cause e diffusione dell’intolleranza al latte


Il lattosio è un elemento nutritivo presente nel latte materno, in quello vaccino, ma anche in quello ovino e caprino. Il nostro organismo è predisposto all'assunzione del latte durante i primi mesi di vita, durante i quali le cellule del duodeno producono naturalmente la lattasi necessaria a digerirlo. È molto frequente, quindi, che l'organismo umano cessi la produzione della lattasi durante l'età adulta, quando non le è più necessaria. Per questo l'intolleranza al lattosio è un disturbo molto frequente, che in Italia colpisce con diversi livelli di incidenza più della metà della popolazione adulta.


Sintomi e diagnosi


La permanenza nel colon del lattosio mal assorbito ne provoca la fermentazione, con liberazione di gas azoto e acidi di origine organica. È proprio la presenza di questi elementi a causare i sintomi tipici di questa sindrome, come il doloroso gonfiore addominale, il meteroismo e la flatulenza. Nei casi di intolleranza più gravi, inoltre, diventano frequenti gli episodi di diarrea, che se protratti nel tempo possono provocare dimagrimento e carenze dovute al cattivo assorbimento dei nutrienti. L'ingombro del colon da parte della lattasi in fermentazione, infatti, determina l'accumulo di acqua nell'intestino, impedendo la corretta formazione fecale.

I sintomi di intolleranza possono essere individuati facilmente, perché si verificano appena dopo l'assunzione di alimenti che contengono lattosio, tra la mezz'ora e le due ore dal pasto. Se la presenza di sintomi basta per mettere in allarme, tuttavia, solo la diagnosi medica attraverso lo specifico test (test del respiro o breath test) può permettere di individuare con precisione questa sindrome, isolandola da patologie gastrointestinali più gravi.


Consigli per capire se si è intolleranti al lattosio


Dato che i sintomi sono abbastanza precisi e vanno dal gonfiore ai crampi addominali, fino alla diarrea, dovrebbe essere abbastanza semplice capire se si hanno problemi a digerire il lattosio.


Potete verificarlo provando ad assumere il latte o anche dei formaggi freschi e verificando l'effetto: nel caso nel giro di mezz'ora/due ore avvertiate dei problemi di digestione e dei dolori addominali, si tratta di un malassorbimento del lattosio da parte del vostro apparato gastrico.


Conviene quindi rivolgersi al medico per avere il suo parere e fare il test definitivo, e nel frattempo interrompere il consumo di alimenti contenenti il lattosio, per concordare con lui una dieta alimentare che possa aiutarvi a risolvere questo problema, reintroducendone via via le quantità adatte per allenare il vostro stomaco, senza danneggiare la mucosa intestinale e la flora batterica naturale.


Se avete il dubbio che il vostro bambino possa essere intollerante al lattosio, considerate che tali disturbi in genere si verificano dopo lo svezzamento e sono più frequenti in età adulta. Non c'è una medicina specifica per curare l'intolleranza al lattosio, ma va visto come reintrodurlo nel proprio regime alimentare senza causare danni e disturbi. Nella fase di transizione si possono comunque scegliere prodotti senza lattosio, come il latte e lo yogurt delattosato, per non dover rinunciare alle altre benefiche sostanze contenute in questi alimenti.




Come intervenire in caso di intolleranza al latte


Avvenuta la diagnosi medica, l'unico intervento possibile per la gestione di questo disturbo consiste nel predisporre un adeguato piano alimentare. Come prima cosa occorre eliminare temporaneamente i latticini dalla propria dieta, escludendo gli alimenti che contengono lattosio ed eventualmente sostituendoli con dei surrogati. Questo periodo sarà utile per consentire all'organismo una depurazione totale, alla quale potrà seguire una graduale e accorta reintroduzione degli alimenti eliminati. In questa fase potrà essere iniziata una cura a base di probiotici, che aiutino a riequilibrare la flora intestinale, e di lattasi. Gli integratori alimentari a base di lattasi, in particolare, sono disponibili in capsule, gocce e compresse in farmacia e parafarmacia, non necessitando di ricetta medica. La regolare assunzione di integratori specifici consente di riportare l'intestino alle ottimali condizioni di salute, preparandolo a riaccogliere gli alimenti contenenti lattosio e ricondurre a normalità la dieta.

In alcuni casi è possibile che queste semplici accortezze bastino a contenere l'intolleranza. È più frequente, tuttavia, che continui a essere necessaria la periodica o costante assunzione di lattasi, a seconda del livello di carenza del singolo organismo.


Quali alimenti contengono lattosio


Il lattosio è presente in alte percentuali nel latte e nei suoi derivati, che occorrerà eliminare del tutto durante la temporanea fase di depurazione dell'organismo. Occorre quindi prestare attenzione non solo ai formaggi - in particolar modo a quelli freschi, come la mozzarella, la crescenza, la ricotta o i formaggi spalmabili - ma anche al burro, alla panna e allo yogurt. Quantitativi più piccoli di lattosio, inoltre, possono essere presenti anche nelle uova e nei broccoli. In caso di intolleranza, quindi, si dovrà prestare particolare attenzione alle indicazioni riportate sulle etichette dei generi alimentari confezionati, che devono sempre indicare la presenza di latte o derivati tra gli ingredienti. Il lattosio, infatti, è una presenza frequente in preparazioni pronte, in cibi precotti o liofilizzati, salse e zuppe confezionate, dove viene spesso utilizzato per insaporire e conservare. Infine, il lattosio è presente in moltissimi prodotti dolciari o da forno, come biscotti, pane e dolci di ogni tipo.


Quali alimenti inserire nella propria dieta


Una sempre maggiore sensibilizzazione verso questo disturbo, davvero molto diffuso, ha permesso il moltiplicarsi delle alternative alimentari in commercio. Diversi marchi propongono versioni prive di lattosio dei propri prodotti più noti, tanto che oggi è possibile trovare senza difficoltà latte, sottilette, formaggi spalmabili, burro, panna da cucina e dolci preparati senza lattosio. In assenza di queste alternative, in ogni caso, sarà possibile optare per alimenti naturalmente privi di lattosio, come carne, pesce, pasta di grano duro e la maggior parte della frutta e della verdura.

Una valida opzione per sostituire latte e latticini, inoltre, è costituita dalla soia e dai suoi derivati. Il latte di soia, in particolare, costituisce una significativa soluzione alternativa al latte vaccino in molte preparazioni. Possono essere presi in considerazione, specialmente nella preparazione dei dolci, anche il latte di mandorla, quello di riso e quello di cocco.


Dove trovare il calcio


Il rischio maggiore per chi si trova a dover affrontare l'intolleranza al lattosio è quello di incorrere, a causa dell'eliminazione dei latticini, in una pericolosa carenza di calcio. In questo caso, quindi, è necessario prestare particolare attenzione alla propria dieta, ricordandosi di inserire alimenti che - pur privi di lattosio - siano invece in grado di dare il giusto apporto di calcio. Importanti fonti di questo prezioso elemento nutritivo, per esempio, possono essere ritrovate nel pesce, nei crostacei, nei frutti di mare e nei legumi. Il calcio è inoltre presente nelle noci e nelle mandorle, nel tofu e negli spinaci. In commercio, infine, esistono preparati a base di latte di soia arricchiti con calcio, appositamente pensati per le esigenze degli intolleranti al lattosio.


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