La focaccia veneta, chiamata nel dialetto locale fugassa, è un pane dolce preparato in occasione delle feste pasquali: in Veneto non è Pasqua senza la fugassa!

La fugassa veneta è un dolce della tradizione che nasce dalla cucina povera. Pare, infatti, che in occasione delle feste all’impasto base del pane venissero aggiunte uova, burro e zucchero, in quantità moderata ma tale da realizzare un pane dolce e soffice.

La ricetta moderna ha perso la semplicità di un tempo anche se gli ingredienti sono gli stessi: l’impasto base prevede come ingredienti farina, uova, zucchero e lievito, profumato con scorza di agrumi o con lo spumadoro, un aroma tipico del Veneto a base di agrumi e curcuma.

Nelle ricette di oggi per ottenere una focaccia più strutturata e soffice, si procede ad una preparazione più laboriosa che prevede 3 impasti e una lunga lievitazione.

La focaccia veneta è dunque simile alla classica colomba pasquale ma senza frutta candita e uvetta e come questa può essere preparata anche a forma di colomba. Potete guarnire la vostra focaccia anche con scaglie di mandorle e per gustarla al meglio, accompagnatela con un buon prosecco o un vino liquoroso.

Non resta che vedere insieme, passo per passo, come preparare la focaccia veneta, con alcuni trucchi e consigli utili.

Preparazione

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    Per preparare la focaccia veneta iniziate col preparare il primo impasto, il lievitino, setacciando in una ciotola il mix di farine a cui aggiungere il lievito di birra sciolto nel latte tiepido, e lo zucchero, lavorando tutti gli ingredienti fino a ottenere una sorta di pastella densa da far lievitare per circa un’ora coprendo la ciotola con della pellicola trasparente.

    Trascorso questo tempo, potete preparare il secondo impasto unendo nella ciotola della planetaria al lievitino anche la farina, le uova e lo zucchero e lavorate l’impasto in modo tale da amalgamare gli ingredienti e in ultimo aggiungete anche l’olio di semi. Formate un panetto ben incordato e lasciatelo lievitare per circa 2 ore coprendolo con la pellicola.

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    A questo punto occupatevi del terzo e ultimo impasto, aggiungendo al secondo impasto lievitato nella ciotola della planetaria le farine, lo zucchero, le uova, il pizzico di sale, il cucchiaio di miele e la scorza grattugiata di limone e arancia, e in ultimo l’olio di semi.

    Lavorate l’impasto fino a che sarà ben incordato ovvero morbido, liscio ed elastico e lasciatelo lievitare sempre coperto dalla pellicola trasparente per tutta la notte in frigorifero.

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    La mattina successiva, sgonfiate l’impasto e formate una palla da disporre nell’apposito stampo e lasciate ancora a lievitare per circa 2 ore a temperatura ambiente finché l’impasto non raggiunge il bordo dello stampo e, infine, con una lametta praticate un taglio a croce sulla superficie.

    Spennellate il dolce con il latte e cospargete con lo zucchero in granella e a velo.

    Procedete alla cottura in forno statico preriscaldato a 170 gradi per circa 30 minuti e non appena la superficie si sarà dorata, copritela con della carta argentata e continuate la cottura per altri 30 minuti circa verificandone la cottura con la prova stecchino. Lasciate raffreddare la vostra focaccia veneta prima di servirla.

     

    Curiosità

    Taiadele, bo, vin tondo e fugassa!

    Tagliatelle in brodo di carne, vino corposo e focaccia sono questi in Veneto i piatti del menù tradizionale di Pasqua composto, non a caso da ingredienti fortemente simbolici: l’uovo nelle tagliatelle, simbolo di rinascita, il bue, animale sacrificale a seguito della processione del venerdì santo, e la forma tonda della fugassa che ricorda quella del sole che dà la vita e rigenera.

    Di questi piatti l’unico ad essere ancora preparato e immancabile sulle tavole venete nel giorno di Pasqua è proprio la fugassa.

    In tutta Italia, tra simboli religiosi e la celebrazione dell’arrivo della primavera, si preparano nel periodo pasquale tanti dolci diversi.

    A partire dalla pastiera napoletana, una torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di ricotta, zucchero, uova e grano bollito nel latte e profumata con scorza d’arancia, poi ricoperto da 7 listarelle della stessa pasta frolla intrecciate a croce di Sant’Andrea. Solitamente è preparata almeno due giorni prima di Pasqua, il giovedì santo, per assaporare al meglio tutti gli ingredienti.

    Oggi sono numerose le variazioni alla ricetta classica che vanno dall’aggiunta di crema pasticcera nella farcia interna, di canditi e gocce di cioccolato. Nel Salernitano esiste anche una variante tradizionale preparata con il riso, un tempo ampiamente prodotto locale, al posto del grano.

    Sempre al sud, in Puglia, si prepara la scarcella, una ciambella preparata con un impasto di farina, latte, zucchero, uova, lievito e olio, profumato alla scorza di limone e decorato con delle uova sode incastonate nell’impasto oppure con della semplice glassa e zuccherini colorati e piccole uova di cioccolato.

    Anche al centro, e precisamente a Gaeta, si prepara una ciambella, il tortano gaetano, anch’esso ricoperto di glassa e decorata con zuccherini colorati.

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