Avere molto tempo a disposizione in casa significa solo una cosa: panificare. Se siete ormai diventati degli esperti della preparazione della pizza, del pane, delle focacce e siete alla ricerca di una ricetta sfiziosa con cui misurarvi, il pane giapponese è ciò che fa per voi.

Questo tipico pane della cucina giapponese, che ricorda il nostra pane in cassetta bianco, vi conquisterà a primo assaggio: la consistenza soffice ottenuta dal particolare processo di lievitazione renderà il vostro pane davvero morbido, perfetto da assaporare in compagnia di una buona confettura o in versione salata. Il successo sarà sempre garantito!

Ciò che rende unica questa ricetta è il cosiddetto “tangzhong” o “water roux”, un metodo molto famoso in Giappone che consiste in uno starter di lievitazione utilizzato per la preparazione di panini e lievitati. Il water roux ricorda il roux della besciamella, essendo un composto fatto da farina e acqua portato accuratamente a 65°: questo procedimento favorisce l’attivazione del glutine e degli amidi, indispensabili per la buona riuscita di questo pane giapponese.

Pronti per scoprire come realizzarlo? Non temete, nonostante il procedimento possa sembrarvi molto articolato con i giusti accorgimenti il risultato sarà garantito. Rimboccatevi le maniche e allacciatevi il grembiule, si inizia! Seguite i passaggi qui di seguito:

Preparazione

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    Per preparare il pane giapponese, per prima cosa dovrete preparare il tangzhong: in una ciotola dopo aver portato 100 ml di acqua alla temperatura di 65° unite 25 gr farina e l’acqua calda e mescolate il composto con una frusta, fino a ottenere una consistenza liscia. A questo punto trasferite il tangzhong in un pentolino e portatelo a bollore. Il vostro starter è pronto, quindi riponetelo in un recipiente e lasciatelo lievitare avvolto dalla pellicola per almeno 6 ore in frigorifero.

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    Trascorso il tempo di lievitazione dello starter, in una planetaria ponete la farina rimanente con lo zucchero e il tangzhong e cominciate a impastare. In una ciotola separata sbattete prima l’uovo con il latte caldo, poi sciogliete all’interno del composto il lievito di birra fresco ridotto a pezzi. Quando il lievito sarà sciolto, unite il tutto nella planetaria e continuate a lavorare l’impasto. Dopodiché aggiungete il burro ammorbidito a pezzi, a più riprese per farlo amalgamare bene. Trasferite infine l’impasto su una spianatoia leggermente unta d’olio EVO e proseguite a impastare.

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    Fate le pieghe all’impasto: portate i lembi esterni verso il centro, in questo modo otterrete una sfera. Riponete quest’ultima in una ciotola e lasciatela lievitare per almeno 3 ore in forno spento con la luce accesa. Trascorso il tempo di lievitazione, ricavate dall’impasto delle palline di ugual peso e dategli una forma rettangolare e poi arrotolate l’impasto su se stesso per il lungo. Ripetete l’operazione per ciascuna pallina, poi dopo aver imburrato e infarinato una teglia o uno stampo riponete i rotoli ottenuti, uno accanto all’altro e lasciateli lievitare per un’altra ora a temperatura ambiente. Infine, spennellate la superficie con un po’ di panna fresca e cuocete poi per 50 minuti a 160° in forno statico. Buon appetito!

     

    Curiosità

    Il pane giapponese è un figlio della sapienza culinaria occidentale, ci sono infatti delle testimonianze per cui in Giappone il pane sia comparso molto in ritardo rispetto agli altri paesi. Secondo la tradizione, fu introdotto nell’Ottocento grazie all’arrivo di missionari portoghesi, i quali fecero conoscere l’arte della panificazione e ispirarono i giapponesi per la preparazione della tempura.

    Come primo consumo il pane era molto famoso tra le fila degli eserciti, in quanto particolarmente adeguato per dargli la giusta energia per affrontare il campo i battaglia. Da questo momento i panettieri cominciarono a prendere dimestichezza con i diversi tipi di farine, spaziando da quelle del territorio fino a testare quelle occidentali, dando vita a numerose preparazioni sfiziose come l’anpan (panini arrotolati dolci farciti con la crema spalmabile ottenuta dai fagioli azuki), il melon-pan (un panino morbidissimo e leggero la cui superficie è ricoperta da una pasta biscotto che ricorda un melone) e infine il kare-pan, un pane fritto al gusto di curry accompagnato dal tradizionale riso.

    È stata dunque proprio la Seconda guerra mondiale ad accelerare la diffusione del pane in Giappone, in quanto moltissimi paesi inviarono notevoli quantità di grano per sostenere la popolazione gravemente colpita a seguito del disastro nucleare.

    Da quel momento, i nipponici si sono innamorati follemente del bakery: vi basta girovagare per le strade della capitale per rendervi conto di quante panetterie sono presenti. Nonostante l’ispirazione sia ad oggi dichiaratamente nata dalla cucina francese, di cui i giapponesi amano i croissant e pain au chocolat, non è difficile trovare a Tokyo tra i banchi delle panetterie cinnamon rolls, pane di segale o addirittura delle pizzerie in stile napoletano.

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