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Le proteine del latte

Il latte come è noto è l'alimento principale che fa parte fin dalla nascita dell'alimentazione e, anzi, è quello esclusivo per i primi mesi. Il latte materno è infatti un cibo completo che sopperisce a tutti i nutrienti necessari alla crescita dei bambini in età pediatrica. Durante tutta la vita poi occupa un posto importante in un'alimentazione sana e completa.


Le componenti nutritive del latte


Tra le componenti nutritive del latte ci sono in particolare le proteine che si ottengono dal siero, ovvero il prodotto ottenuto attraverso la lavorazione stessa di questo alimento. Il siero è usato anche per la produzione dei formaggi, prodotti in cui si trova di conseguenza una maggiore concentrazione proteica. In particolare le proteine si ottengono dalla separazione attraverso la centrifugazione del latte che è stato scremato e dopo diversi passaggi che sono effettuati secondo la procedura dell'azienda casearia. In ultima analisi le proteine vengono private del contenuto di acqua e possono anche essere utilizzate per la commercializzazione sotto forma di integratori.

Le proteine del latte sono diverse e tra queste la caseina, che è quella contenuta in maggiore quantità, mentre le beta-lattoglobuline, le alfa-lattoglobuline e il lattosio rappresentano circa il 20% del totale proteico.

Le caseine in particolare sono quelle destinate per sopperire alle necessità della crescita nel neonato e alle richieste di energia soprattutto durante l'attività o lo sforzo fisico.


A cosa servono le proteine del latte


Le proteine del latte hanno la funzione fondamentale di aiutare l'organismo a formare gli aminoacidi che sono utili a rinforzare la muscolatura, a riparare i tessuti dopo uno sforzo, riuscendo a dare in definitiva energia Possiamo infatti immaginare gli aminoacidi come tanti mattoncini che subito si attivano nel nostro organismo. E' per tale motivo che per gli sportivi è importante inserire nella propria dieta le proteine in quanto aiutano anche a mantenere la forma e a bilanciare e regolare l'azione dei grassi, impedendo di prendere peso. In tal senso pianificano anche l'assunzione extra attraverso integratori in polvere diluiti, da bilanciare sia in base al regime di allenamento che alla dieta seguita.

In tal modo i muscoli aumentano di volume al pari della forza e della resistenza fisica ed è per tale motivo che l'integrazione aggiuntiva di proteine deve essere scrupolosamente pianificata da un medico. L'apporto abnorme e non necessario di proteine, in questo caso del latte, richiedono uno sforzo inconsueto al fegato e ai reni, e sotto stimolazioni prolungate nel tempo possono anche danneggiarli.

Nei bambini è importante anche l'apporto dei grassi presenti nel latte che con le proteine che favoriscono la crescita equilibrata.

Le proteine del latte hanno anche la caratteristica di favorire l'eliminazione dei grassi, quindi aiutano chi vuole perdere peso aumentando il metabolismo e permettendo di bruciare le calorie in eccesso o semplicemente a mantenere la forma.

Per permettere al pancreas di secernere maggiori quantità d'insulina sono necessarie anche le proteine del latte che si configurano come un buon coadiuvante nel diminuire il senso di fame.

E' stato provato che le proteine del latte aiutano a mantenere i valori pressori nella norma e a combattere l'insorgenza del cancro in quanto hanno proprietà antiossidanti.


Le proteine del latte materno e di quello vaccino


La completezza nutrizionale del latte materno è dovuta anche alla sua composizione che segue naturalmente le fasi di crescita del neonato, a cominciare dal colesterolo presente nei primissimi giorni dopo la nascita, che ne contiene una quantità molto elevata.

La natura infatti ha predisposto che la madre possa trasmette gli anticorpi e le difese immunitarie necessarie in un organismo che si trova ancora indifeso rispetto agli attacchi batterici esterni.

Proprio per questo i pediatri si trovano concordi nel consigliare l'allattamento al seno almeno per il primo anno di vita, altre correnti medico-scientifiche invece lo promuovono anche superati i 2 anni.

Con la produzione del "latte di transizione" e in ultimo del "latte definitivo" il neonato assume proteine in quantità mutevole. Questo determina un'estrema versatilità de latte che, pur risentendo dell'alimentazione della madre, permette di abituare il piccolo a una varietà di gusti in previsione dello svezzamento che sarà così meno traumatico.

In totale il latte materno trasmette al bambino circa il 2% delle proteine che lo aiuteranno nei mesi successivi a crescere, considerando che soltanto con questo alimento raddoppia il peso intorno ai 5-6 mesi.

Le proteine quindi e gli altri nutrienti contenuti nel latte permettono evidentemente una crescita relativamente veloce dell'organismo, un particolare questo che suggerisce una diminuzione di proteine nella dieta dell'adulto che ha già completato lo stesso processo di crescita sia ossea che dei tessuti molli.

Il lattosio favorisce invece i processi digestivi e l'equilibrio della flora intestinale, particolarmente nel neonato che in questa fase è più soggetto a disfunzioni dello steso apparato digerente.

Il latte vaccino è considerato quello che più si avvicina alla composizione organolettica del latte materno ma presenta una percentuale maggiore di proteine (intorno al 3,5%) e anche di grassi.

Per questo motivo è spesso diluito con una parte di acqua se si tratta dell'alimentazione di un neonato, in quanto non è indicato per la sua crescita e potrebbe determinare squilibri metabolici che si protrarrebbero anche in età adulta.


L'intolleranza alle proteine del latte e l'allergia


L'intolleranza alle proteine del latte di vaccina è una reazione alle lattoalbumine (che si trovano in quello della madre) o alle lattoglobuline (presenti in quello vaccino) e si manifesta fin dalla nascita e meno di frequente negli adulti: si tratta dell'allergia ai latticini propriamente detta. E' possibile che si protragga fino a circa 3 anni ma scompare naturalmente così come è apparsa.

I bambini intolleranti alle proteine del latte hanno un rigurgito persistente, sintomi asmatici ed eruzioni cutanee fino ad arrivare allo shock. Il latte vaccino e, nel raro caso d'intolleranza anche al latte materno, vanno sostituiti con latte alternativo, per esempio quello in polvere che è ben tollerato.

Negli adulti l'intolleranza al latte si manifesta con difficoltà digestive, sindrome da colon irritabile, colite e basta evitare per qualche tempo l'assunzione di questo alimento oppure scegliere prodotti senza lattosio, proteina che l'organismo non riesce a trasformare in zuccheri semplici.

L'allergia alle proteine del latte determina invece una reazione infiammatoria di tipo immunitario che porta disturbi che vanno dal reflusso gastro-esofageo alla dermatite, alla diarrea.

L'allergia alle proteine del latte deve essere diagnosticata attraverso il Breath Test e prove allergiche mirate che determineranno la scelta del regime alimentare che possa rieducare l'organismo a riconoscere come "amiche" le stesse proteine.


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