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Namelaka al pistacchio - Parmalat

preparazione
Preparazione: 10 min + 10 ore di riposo in frigo

Difficoltà
Facile

Latte Zymil Alto Pastorizzato Buono Digeribile 200 ml

Cioccolato bianco 350 gr

Panna Fresca senza Lattosio Chef 400 ml

Pasta di pistacchio 50 gr

Miele 10 gr

Colla di pesce 4 gr

Vedi tutti gli ingredienti

preparazione
Preparazione: 10 min + 10 ore di riposo in frigo

Difficoltà
Facile

ingredienti

Latte Zymil Alto Pastorizzato Buono Digeribile 200 ml

Cioccolato bianco 350 gr

Panna Fresca senza Lattosio Chef 400 ml

Pasta di pistacchio 50 gr

Miele 10 gr

Colla di pesce 4 gr

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La crema Namelaka, brevettata non troppi anni fa da uno chef nipponico all’Ecole du grant chocolat Valrhona, prevede numerosissime varianti, prima fra tutte quella al cioccolato bianco, quella tuttavia che abbiamo deciso di proporvi è la versione a base di pistacchio.

La ricetta è davvero facile e veloce da realizzare, il risultato sarà quello di un'ottima ganache al pistacchio estremamente versatile per molte applicazioni, dalla farcitura di bignè e altri pasticcini alla preparazione di crostate e dolci come per esempio un delizioso tiramisù al pistacchio. Questa crema, di cui esistono tante versioni diverse è super golosa, di una bontà unica, facile, cremosa e profumata, vi conquisterà con la sua consistenza morbida e il composto vellutato.

Velocissima da preparare, questa crema al pistacchio necessita di un riposo in frigorifero ed è l’ideale per farcire dolci di qualsiasi tipo oppure per essere comodamente servita in bicchierini monoporzione. La ricetta che vi proponiamo prevede l’utilizzo del latte Zymil, un latte leggero e particolarmente a tutti coloro che sono intolleranti al lattosio. Questa ricetta così semplice, non solo è infatti l’ideale per chi non riesce a digerire questo zucchero ma essendo priva di farine è l’ideale per gli intolleranti al glutine ed è un dessert adatto anche alle diete più equilibrate e sane perché senza zucchero raffinato.

La ricetta che vi abbiamo proposto prevede l’utilizzo di miele e colla di pesce, tuttavia entrambi questi ingredienti possono essere sostituiti rispettivamente con dello zucchero e della gelatina strizzata. Potrete aromatizzare la vostra crema utilizzando anche un baccello di vaniglia.


Preparazione

Preparazione: 10 min + 10 ore di riposo in frigo
totali

Per una buona namelaka al pistacchio unite in un tegame la colla di pesce, con il latte e il miele, e a parte sciogliete 350 gr di cioccolato bianco a bagno maria (o microonde), mescolando di tanto in tanto.

Unite il cioccolato bianco al latte, continuando a mescolare e versate nel tegame la panna liquida e la pasta al pistacchio. Fate attenzione che non si formino grumi e che la crema risulti bella omogenea. Una volta che avrete ottenuto un composto omogeneo, potrete spegnere la fiamma e lasciare raffreddare la crema in frigorifero per un minimo di 10 ore, coperta da pellicola trasparente.

La posa in frigorifero, il cosiddetto processo di "cristallizzazione", permetterà alla vostra ganache di solidificarsi leggermente e diventare più compatta, al termine delle 10 ore infatti la vostra crema sarà pronta e perfetta per farcire bignè e molti altri dolci.

Curiosità

Il guscio del pistacchio si apre naturalmente quando il frutto è maturo, il che è un buon modo per i coltivatori di sapere quando è il momento di raccogliere. A seconda della varietà, tra il 50 e l'80 % dei pistacchi si aprono in questo modo, mentre il resto viene aperto meccanicamente. Grazie a questa caratteristica, oltre il 75 % dei pistacchi sul mercato viene venduto senza buccia, una percentuale particolarmente elevata rispetto ad altri frutti produttori di olio.

Ci sono undici specie di Pistacia, la più sfruttata è la Pistacia vera, che si dice abbia origine in Asia centrale, in particolare nelle zone desertiche di quella regione. L'albero ha bisogno di una lunga estate calda per far maturare i suoi frutti e di un periodo annuale freddo per indurre la fioritura.

Queste condizioni sono specifiche dei deserti. Il pistacchio selvatico cresce ancora nel nord-est dell'Iran, nel nord dell'Afghanistan, in Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan. Si ritiene che sia stata coltivata per la prima volta in Assiria 4000 anni fa, ma sembra che i suoi frutti siano stati consumati in Medio Oriente circa 9000 anni fa. Si dice che i Romani l'abbiano introdotta in Europa nel I secolo d.C.

L'albero è oggi coltivato in diciotto paesi, i principali dei quali sono l'Iran, gli Stati Uniti (principalmente la California), la Siria, la Turchia, la Cina, la Grecia, l'Afghanistan, l'Italia, l'Uzbekistan e la Tunisia.


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