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Biotina: cosa è e quali sono i benefici

La biotina è un micronutriente essenziale per il nostro organismo.


Scoperta nel 1931 durante gli studi sulla “malattia da bianco d’uovo”, fa parte della classe di vitamine idrosolubili. Si dimostra importante per l'organismo in quanto è responsabile di numerosi processi metabolici noti come carbossilasi e, al tempo stesso, è in grado di generare effetti benefici sulla qualità dei capelli e unghie, migliorando la lucentezza della pelle.


Inoltre, questa vitamina ha anche un importante impatto sul funzionamento del sistema nervoso e del metabolismo proteico.


Se volete scoprire tutto sulla biotina, continuate a leggere l'articolo:


Cosa è la biotina (o vitamina H)


La biotina, nota anche come vitamina H, vitamina B8 o vitamina I, fa parte del gruppo delle vitamine idrosolubili le quali non essendo sintetizzabili autonomamente nell’organismo, devono essere introdotte mediante una sana alimentazione.


La conoscenza della biotina si deve allo studio compiuto negli anni Trenta su una sindrome scatenata da un consumo eccessivo di albume d’uovo crudo, che provoca nei soggetti affetti alterazioni cutanee come acne e dermatiti seborroiche, alopecia e disturbi neuromuscolari.


L’esperto Gyorgy è stato il primo a intuire che questa malattia è provocata da una carenza pericolosa di vitamine; lo studioso ha poi nominato questo elemento mancante come vitamina H, iniziale della parola tedesca “haut”, che significa pelle. Parallelamente allo studio di Gyorgy, ne sono stati compiuti altri in cui si dimostra che questa vitamina appartiene al gruppo B, ragion per cui viene chiamata anche vitamina B8; altri studi hanno isolato la presenza di indici di crescita interessanti di lieviti, e li hanno chiamati coenzima R o biotina.


Nel 1931, la biotina viene isolata dal tuorlo d’uovo e, solo nel 1942, si comprende che la biotina, vitamina B8, vitamina H sono in realtà un’unica sostanza. Questi studi paralleli portano alla luce l’evidenza per cui questa malattia da bianco d’uovo sia favorita dalla presenza dell’avidina, una glicoproteina che non sopravvive al calore ma che, da attiva, è in grado di produrre dei deficit enzimatici. L’avidina rallenta dunque le reazioni enzimatiche di cui la biotina è responsabile in condizioni normali.


È stato dimostrato, infatti, che la biotina sia coenzima di molti enzimi, detti carbossilasi, indispensabili nei processi metabolici intermedi. In particolare è coenzima di enzimi come Piruvato carbossilasi, la Metilcrotonil Coa Carbossilasi, la ProprionilCoA carbossilasi, che partecipano tutti al metabolismo del glucosio, acidi grassi e alcune proteine.


La vitamina H o biotina è isolabile dalla flora intestinale (sintesi endogena tramite batteri intestinali) e dall’alimentazione, essendo una vitamina idrosolubile. È distribuita nell’organismo non omogeneamente: la si trova a livello delle reazioni di carbossilazione, in particolare nei mitocondri e nel citoplasma delle cellule coinvolte nei processi. La biotina viene, infine, espulsa mediante la minzione, dalla cui analisi si può evidenziare una carenza di questa vitamina.


La dose giornaliera consigliata di biotina corrisponde per le donne in gravidanza e durante l’allattamento a 35 ug, in quanto le donne in gravidanza sono più sensibili ad un abbassamento delle percentuali di biotina sintetizzata; per gli adulti in salute è sufficiente una dose di 30 ug, mentre per quelli in dialisi peritoneale o emodialisi è consigliata un’assunzione maggiore.


È possibile assumere la biotina anche sotto forma di integratori alimentari, ed è presente anche nella formulazione multinutriente in cui è spesso associata all’acido folico. Il dosaggio medio di biotina all’interno degli integratori è nettamente maggiore rispetto a quella raccomandata, in quanto sfiora anche i 2000 ug.


È importante sottolineare che la quantità di biotina recepita dall’organismo può essere modificata nel caso si segua una cura antibiotica e se si ha un eccesso di vitamina B5, che potrebbe rallentare la sintesi della biotina nella microflora intestinale.


In quali alimenti si trova la biotina


La biotina è una vitamina idrosolubile: è necessario dunque assumerla sotto forma di alimenti, sia di origine vegetale che di origine animale.


Per quanto riguarda quelli di origine animale, la ritrovate nel tuorlo d’uovo, nel latte e nel formaggio, nel fegato di vitello, nella carne di maiale e di pollo e nel pesce; in quelli di origine vegetale è presente nelle arachidi, nelle verdure come carote, spinaci, cavolfiori e lattuga, nei funghi, nei legumi come piselli secchi, lenticchie e fagioli, nella frutta secca, nel lievito di birra ed infine nel grano e nel riso integrale.


Nei lieviti, nel fegato di vitello e nel tuorlo d’uovo sono registrate le più abbondanti quantità di biotina, seguiti in ordine dai funghi, fagioli, carne, pesce e latticini. La quantità di biotina rimane inalterata senza la cottura degli alimenti che la contengono, mentre il processo di cottura ne potrebbe provocare delle perdite di circa il 30%.


L’assunzione della biotina è dunque adatta al regime alimentare di vegani e vegetariani, ai celiaci essendo gluten-free, ed è particolarmente indicata per gli sportivi, i quali possono richiedere un fabbisogno giornaliero più elevato.


Quali sono i benefici della biotina sull'organismo


Secondo recenti studi i benefici della biotina non si limitano al benessere dei cosiddetti annessi cutanei, quindi di capelli e unghie; questo coenzima comporta infatti miglioramenti anche al funzionamento del sistema nervoso e metabolico.


Per beneficiare dell’azione salutare della biotina, è necessario avere una dieta sana ed equilibrata, preferendo gli alimenti che contengono questo importante coenzima.


Risulta molto efficace in caso di alopecia, meno per quanto riguarda la caduta di capelli stagionale. In commercio esistono moltissimi integratori alimentari specifici a base di biotina combinata con lo zinco per gli annessi cutanei e per favorire l’infoltimento della barba e crescita dei capelli, a prova di celiaci e intolleranti al lattosio.


La biotina è anche indispensabile per la cura della pelle, molto utilizzata per contrastare le irritazioni cutanee nei bambini e per la dermatite secca, per riequilibrare la produzione sebacea e per rafforzare l’integrità delle unghie.


In abbinamento con l’acido folico, la biotina sembra essere particolarmente adatta a chi necessita contrastare la sensazione di affaticamento; più in generale è stata registrata una correlazione tra una carenza di vitamina B8 e sintomi come nausea, depressione, sonnolenza e allucinazioni. È riconosciuto dunque il suo ruolo per la salute del sistema nervoso, in quanto partecipa a tutti i meccanismi di neurotrasmissione e protegge dal declino cognitivo come tutte le vitamine del gruppo B.


Anche i crampi notturni possono essere causati da un basso livello di biotina, il quale può essere responsabile di una circolazione rallentata. Infine, la biotina, associata all'acido folico, fornisce un ottimo apporto energetico, funzionale per chi compie notevoli sforzi fisici.


Tra i numerosi benefici, trovate inoltre il miglioramento del metabolismo di zuccheri e della condizione di insulino-resistenza, soprattutto per chi soffre di diabete del II° e, più in generale, per il metabolismo intermedio.


Non esistono evidenze scientifiche che stabiliscono una soglia massima di assunzione per una popolazione di riferimento adulta, e non sono ancora registrati effetti collaterali. Ciò che è noto è che l’utilizzo di anticonvulsivanti, come il fenobarbitale o la fenitoina, possono ridurre nel tempo le concentrazioni plasmatiche della biotina.


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