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La panna fa male ai diabetici?

Il diabete è in stretta correlazione con l’alimentazione. Si tratta di una malattia che colpisce persone di tutte le fasce d’età, a partire dall’infanzia e può provocare anche seri disturbi a lungo termine.


La panna potrebbe essere considerata un alimento da evitare, ma nel caso dei diabetici non è sempre necessario rinunciare a determinati alimenti.


In questo articolo vi spiegheremo cosa è il diabete e se il consumo di alimenti come la panna può interferire con la malattia. Non vi resta che scoprire se la panna fa male ai diabetici, continuando con la lettura!


Che cosa è il diabete?


Quando si parla di diabete ci si riferisce a una malattia cronica, l’iperglicemia, che è caratterizzata da un eccesso di zuccheri nel sangue. Il diabete è diviso in due forme principali: il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2.


Ciò che provoca l’iperglicemia è una produzione insufficiente di insulina che è l'ormone incaricato di regolate il livello di glucosio nel sangue.


Quando si parla di diabete di tipo 1, ci si riferisce all'assenza totale di secrezione insulinica; il diabete di tipo 2 è, invece, determinato da una scarsa sensibilità dell'organismo all'insulina che viene normalmente prodotta dai tessuti bersaglio che sono il fegato, il muscolo e tessuto adiposo, ma può anche essere determinato da una scarsa capacità del pancreas di produrre insulina.


Ciò che più colpisce è il fatto che il diabete, soprattutto quello di tipo 2, è una malattia che si sta diffondendo sempre di più e in ogni parte del mondo. Non è quindi necessariamente endemica. Oltre al diabete di tipo 2, si riscontrano molti casi di diabete gestazionale che compare durante la gravidanza.


Per capire il perché del titolo del nostro articolo, spieghiamo che tra le cause della malattia, oltre ai fattori genetici, vi sono anche fattori strettamente legati alle abitudini alimentari e viene a molti spontaneo chiedersi se anche la panna è da annoverare tra gli alimenti che sono da evitare per chi soffre di diabete.


Il diabete non si manifesta con sintomi eclatanti ed è per questo che spesso si scopre di essere malati di diabete solo dopo diversi anni dalla comparsa della malattia. Se però di sintomi vogliamo parlare, possiamo dire che il diabete si manifesta attraverso un malessere generale e, in particolare, con una costante stanchezza, un aumento della sete e della diuresi, una perdita di peso improvvisa, associata anche alla perdita dell’appetito, e a dolori addominali. Solo nei casi più gravi si può arrivare a un invalidante stato confusionale e alla perdita di coscienza.


In presenza, dunque, dei valori della glicemia che risultino superiori alla norma, vi è anche la possibilità di incorrere in complicanze che interessano i vasi sanguigni. I danni che il diabete può provocare in un individuo possono essere di diversa natura e avere conseguenze diverse. Chi soffre di diabete, infatti, può avere conseguenze a livello neurologico, ai reni, ali occhi, al cuore e al cervello.


La diagnosi del diabete arriva dopo un esame del sangue e per la cura si segue una terapia insulinica.


Il diabete di tipo 1 prevede una terapia con iniezioni sottocutanee giornaliere che garantiscono ai pazienti la possibilità di condurre uno stile di vita corretto e normale e aiutano moltissimo soprattutto nella prevenzione di quelle complicanze citate sopra che potrebbero insorgere con il passare del tempo.


Il diabete tipo 2, invece, rende necessaria per ogni paziente una terapia specifica e diversa che si misura in base alla situazione personale.


Ritorniamo a parlare di alimentazione e quindi anche del ruolo che determinati cibi hanno nella situazione generale di un paziente affetto da diabete, tra cui ovviamente la panna da cucina, e specifichiamo che per la prevenzione di questa malattia occorre adottare uno stile di vita ben preciso che comprenda una costante e quotidiana attività fisica e la scelta di cibi mirata, anche in base alla loro quantità.


Una dieta composta da un largo consumo di acidi grassi saturi, che sono quelli che derivano dai grassi animali, potrebbe aumentare il rischio di sviluppare il diabete, mentre inserire nel regime alimentare gli acidi grassi insaturi potrebbe contribuire all'aumento delle probabilità di ridurre drasticamente il rischio di diabete.


La panna fa male ai diabetici?


Tra i cibi il cui consumo dovrebbe essere limitato o controllato, vi sono i formaggi. Parte essenziale di una tradizione culinaria tutta italiana, i formaggi e i derivati del latte sono spesso nel mirino dei nutrizionisti e di coloro che hanno problemi come il diabete perché ricchi di grassi saturi. Tuttavia, il loro consumo non deve essere demonizzato perché, nonostante il loro contenuto, possono essere consumati facendo attenzione alle quantità.


I formaggi, tra cui dobbiamo annoverare anche la panna, possono essere inseriti nella dieta di un diabetico non più di 2-3 volte a settimana. In realtà, per i diabetici, vi sono formaggi da evitare e sono il mascarpone, il gorgonzola, la caciotta, e tutti i formaggi stagionati.


È chiaro che quindi la panna, sia essa Panna per Cucinare o Panna Fresca Chef, si inserisce tra quei formaggi, di cui fanno parte anche la ricotta di mucca, il fiordilatte, i formaggi freschi e il primo sale che possono arrivare in tavola 2 o al massimo 3 volte a settimana.


Inoltre, esistono prodotti anche più leggeri che assicurano un apporto di grasso inferiore e che quindi possono essere consumati con più tranquillità anche dai diabetici o che sono comunque molto utili se si vuole introdurre un periodo di regime a ridotto contenuto calorico.


Nel caso della panna da cucina, per esempio, potete utilizzare per arricchire i vostri piatti, per rendere cremosi pasta o risotti per aggiungere sapore e consistenza ai sughi con cui nappare la carne, la Panna Chef Leggera. Si tratta di un prodotto a basso contenuto di grassi, solo il 10,5%, che nulla ha a che vedere con il gusto e che non interferirà con il risultato.


Altri alimenti nel diabete


Se si ha il diabete, vi sono degli accorgimenti nella dieta da tenere bene a mente per non avere problemi.


Oltre a ridurre il consumo di zuccheri semplici e grassi saturi, non bisogna mai saltare la colazione, i pasti devono sempre essere completi e comprendere carboidrati, proteine, verdura e frutta; evitare categoricamente periodi troppo lunghi senza mangiare e suddividere in maniera equa i carboidrati tra i 3 pasti principali della giornata.


Inoltre, è necessario avere uno stile di vita più attivo, muoversi anche al di fuori della palestra che pure deve essere praticata almeno 3 volte alla settimana. Importante bere almeno 1,5 l di acqua al giorno.


Vi diamo qualche indicazione su quali cibi evitare, quali consumare con moderazione e quali sono consigliati.


I cibi da evitare in caso di diabete sono: lo zucchero bianco, lo zucchero di canna, il fruttosio. Sconsigliati sono anche marmellata e miele, torte, biscotti, frollini, gelatine, budini, caramelle, insieme alla frutta sciroppata o candita e alla mostarda di frutta.


Anche tutte le bevande che contengono zucchero sono da evitare e tra le salse c’è il ketchup che deve essere bandito insieme ad altri condimento come lardo, burro e margarina.


Potete invece assumere piccole e sporadiche quantità di frutta, facendo attenzione ai frutti particolarmente zuccherini, come uva o cachi. Per gli amanti del vino, mezzo bicchiere a pasto è consentito.


In sostituzione a pasta, riso e pane potete consumare occasionalmente le castagne, le patate e il mais.


Limitate il consumo dei legumi come ceci, fagioli, piselli, fave, vanno limitati perché contengono carboidrati e sono responsabili di alzare la glicemia, ma sono anche fonte di proteine vegetali e devono essere consumarti insieme ai cereali.


Tutti gli alimenti che si possono consumare senza problemi, ci sono le verdure, sia cotte sia crude, e possono essere mangiate in quantità abbondanti. Insieme alle verdure, il consumo di pesce consigliato almeno 3 volte a settimana come fonte di omega 3, insieme al consumo di carboidrati complessi come pasta, riso, pane e fette biscottate.


L’olio extravergine d’oliva deve essere utilizzato come condimento, ma con moderazione. Due volte a settimana, si possono mangiare il parmigiano, il prosciutto cotto, il crudo, la bresaola, lo speck, l'arrosto di tacchino e di pollo, tutti senza la parte di grasso.


Per quanto riguarda la carne, si possono consumare i tagli di carne rossa e bianca senza grasso e la carne proveniente da pollame, escludendo la pelle.


Tra i latticini, oltre alla panna nelle modalità suggerite nel paragrafo precedente, si possono consumare latte e yogurt parzialmente scremati.


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