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C’è correlazione tra acne e intolleranza al lattosio?

L’acne è una malattia cronica della pelle molto comune nella popolazione mondiale. Caratterizzata da uno stato infiammatorio della pelle, in particolare nelle zone del viso, delle spalle e del dorso, può interessare le persone che hanno superato l’età dell’adolescenza e, in questo caso, è più difficile capirne l’origine e individuare i fattori che l’hanno causata.

Negli ultimi anni sono stati condotti alcuni studi sul rapporto tra intolleranze alimentari e acne, che hanno individuato in alcuni alimenti dei fattori di rischio.

Quindi, c'è correlazione tra acne e intolleranza al lattosio? Scoprilo subito leggendo il nostro articolo:

Cos’è l’acne?

L’acne è una patologia della pelle che si manifesta con uno stato infiammatorio che determina la comparsa di comedoni (punti neri), foruncoli infiammati e seborrea (pelle unta).

Sebbene nella maggior parte dei casi sia un fenomeno circoscritto all’adolescenza, non è raro che questa malattia cronica si protragga oltre i 30 anni, colpendo sia uomini che donne, in forme lievi o più accentuate.

Varie ricerche hanno dimostrato che il disturbo è collegato a squilibri ormonali, in particolare alla secrezione anomala di ormoni androgeni, tipicamente maschili ma presenti anche nelle donne, che stimolano la produzione di sebo favorendo l’insorgere dell’acne.

Il sebo dilata le pareti del follicolo pilifero e ingloba detriti cellulari fino a occluderlo, formando comedoni e favorendo la comparsa dei brufoli.

Tra le cause, però, si trovano anche:



  • fattori genetici: come per altri disturbi anche l’insorgenza dell’acne può essere dovuta a una predisposizione genetica;

  • cause batteriche: talvolta l’acne può essere favorita dalla proliferazione incontrollata del batterio Propionibacterium acnes, normalmente presente nella pelle, ma che in condizione di ostruzione dei pori si moltiplica fino alla comparsa di acne e infiammazione;

  • stress: aumenta la produzione nelle ghiandole surrenali di ormoni, in particolare il cortisolo, che possono stimolare le ghiandole sebacee con una conseguente produzione di sebo;

  • alimentazione.


L’alimentazione e l’acne

L’influenza di una dieta sbagliata sulle condizioni della pelle è stata confermata da uno studio del 2012 pubblicato sulla rivista Scandinavian Journal of Public Health, che individua nell’assunzione di cibi ad alto indice glicemico e nell’eccessivo consumo di prodotti caseari un possibile fattore di rischio dell’insorgere dell’acne.

L’indice glicemico è un valore che esprime quanto un alimento sia in grado di innalzare i livelli di zuccheri nel sangue ed è strettamente legato al livello di insulina. Una condizione di iperinsulinemia contribuisce significativamente al manifestarsi dell’acne, in quanto va ad aumentare la presenza di ormoni androgeni e di ormoni della crescita (IGF-1) nell’organismo. Quando questi raggiungono livelli alti, si ha una stimolazione della produzione di sebo nelle ghiandole sebacee.

L’insorgere dell’acne può essere correlato anche al consumo di latte e derivati. Questi contengono, infatti, un amminoacido, la leucina, che può stimolare un complesso enzimatico (mTORC1) in grado di influenzare gli input che stanno alla base della comparsa dell’acne. In tali prodotti, inoltre, è presente un’alta concentrazione di ormoni.

Uno studio condotto nel 2005 su oltre 47 mila donne in età adolescenziale ha evidenziato un’associazione positiva con l’acne per l’assunzione di latte intero e latte scremato, avendo per quest’ultimo una percentuale più alta.

Non sono state rilevate correlazioni significative tra il consumo di yogurt e l’acne. Il processo di fermentazione del latte ad opera dei lattobacilli sembrerebbe essere in grado di diminuire i livelli dell’ormone IGF-1 presente nello yogurt.

Una dieta equilibrata, quindi, potrebbe essere la chiave per un corpo sano e una pelle sana. Gli specialisti consigliano di seguire una dieta mediterranea ricca di verdure, legumi, prodotti integrali, olio di oliva, frutta e noci. Gli alimenti con un indice glicemico basso o medio, infatti, rilasciano gli zuccheri più lentamente e i cibi ad elevato contenuto difibre possono regolare l’insulina, così come la vitamina A e E, antiossidanti naturali.

Inoltre, una dieta ricca di ormoni naturali e a base vegetale, che si trovano nei cibi come la soia, i fagioli e le lenticchie, aiuta a mantenere l’equilibrio ormonale. Anche gli acidi grassi essenziali Omega-3 e Omega-6, che si trovano nel pesce e nella frutta secca, porterebbero a un miglioramento dei sintomi, regolando l’infiammazione. Lo zinco, infine, è fondamentale per una pelle sana. Aiuta a ridurre infiammazioni e agisce contro il batterio P. acnes, strettamente associato allo sviluppo delle impurità.

L’intolleranza al lattosio e l’acne

Secondo recenti studi, la percentuale di persone in cui vengono riscontrate intolleranze alimentari è molto alta, anche se con sintomi lievi, tanto da non accorgersene e da non poter rilevare immediatamente la causa scatenante.

L’intolleranza al lattosio è una delle patologie più comuni: colpisce, infatti, più della metà della popolazione mondiale e si verifica in caso di deficitdell’enzima lattasi, che ha il compito di scindere il lattosio nei due zuccheri semplici di cui si compone, il glucosio e il galattosio. Ciò è indispensabile per una digestione corretta da parte dell’organismo del latte vaccino e di tutti i suoi derivati. La sua mancanza provoca una serie di sintomi di varia entità, diversi da paziente a paziente a seconda della carenza e dell’attività dell’enzima lattasi.

I sintomi più comuni di questa intolleranza sono:



  • digestione lenta;

  • crampi all’addome;

  • meteorismo;

  • senso di gonfiore e pesantezza;

  • diarrea o stipsi;

  • nausea;

  • vomito;

  • eruzioni cutanee.


Le allergie e le intolleranze sono possibili cause di malattie cutanee ma, ad oggi, non ci sono prove a sostegno di una correlazione tra questi disturbi e l’acne.

Seguire una dieta antiacne, utilizzando prodotti diversi, si rivelerà quindi sicuramente utile in presenza di un’intolleranza al lattosio, ma questo non significa che ci sia una correlazione tra queste due patologie. Un paziente intollerante al lattosio, ma non affetto da acne, potrà affidarsi a prodotti come il latte delattosato, scegliendone uno magro come il latte scremato o quello parzialmente scremato o gli altri suoi derivati senza lattosio. Nel caso in cui le due patologie coesistano, dovrà utilizzare prodotti alternativi, come ad esempio gli Yogurt Zymil, che non hanno un’azione negativa su soggetti affetti da acne.

Dieta a esclusione

Un metodo con il quale è possibile stabilire una relazione tra l’assunzione di un alimento e la comparsa dei vari disturbi è la cosiddetta “dieta a esclusione” che, come dice il nome stesso, prevede l’esclusione totale di un alimento per almeno quindici giorni. Nel caso dell’acne, si andranno a escludere quindi cibi ad alto indice glicemico e i latticini.

Prima di iniziare questo tipo di dieta è sempre utile consultarsi con il proprio medico curante ed è fondamentale seguire un’alimentazione qualitativa e non quantitativa, in modo da non eliminare i cibi in modo irragionevole o pericoloso per la salute.

Prima di cominciare la dieta è utile, per l’individuazione della possibile intolleranza, tenere scrupolosamente nota di tutto ciò che si mangia e si beve e le eventuali reazioni anomale che si verificano in risposta a tali alimenti, senza tralasciare nessun dettaglio. Queste annotazioni devono essere prese, indicativamente, per un periodo di tempo di una settimana. Alla fine di questo iter, consultando il “diario alimentare” si potrebbero trovare possibili schemi ricorrenti tra l’assunzione di un particolare alimento e la comparsa di uno o più disturbi.

Il secondo passo è l’applicazione della dieta escludendo l’alimento che si ritiene responsabile, tenendo sempre presente che è fondamentale leggere attentamente le etichette dei cibi che si consumano poiché potrebbero contenere gli alimenti dannosi che si cerca di evitare, soprattutto per quanto riguarda i cibi in scatola o surgelati.

Nei primi 4-5 giorni si potranno notare segni di “astinenza”, con un’accentuazione dei sintomi. Dopo quattordici giorni, è necessario valutare se effettivamente la situazione è migliorata. In caso affermativo, si dovrà proseguire la dieta per altre 4 settimane prima di reintrodurre l’alimento in piccole quantità per valutare la reazione dell'organismo. In caso negativo, possono essere apportati ugualmente dei miglioramenti all’alimentazione che deve essere varia ed equilibrata, includendo molta frutta, verdura e pesce.

Affidarsi in ogni caso a un dermatologo sarà sicuramente determinante per scoprire le cause dell’acne e intervenire anche con una buona pulizia della pelle, utilizzando detergenti delicati e poco aggressivi, ed eventualmente una terapia farmacologica adeguata.

Cibi da evitare

Gli specialisti, per prevenire l’insorgenza di acne o ridurne le manifestazioni, suggeriscono di escludere o limitare determinate categorie di alimenti, in particolar modo quelle con un elevato contenuto di grassi. Alcuni esempi possono essere:



  • formaggi;

  • snack;

  • salumi;

  • alcool;

  • bevande zuccherate.


Inoltre, è necessario bere molta acqua per favorire l’idratazione della pelle, eliminando così le tossine, prediligere la cottura al vapore per evitare un eccessivo apporto di grassi e preferire icibi al naturaleei condimenti a crudo.

È opportuno, infine, non eccedere nella quantità dei cibi che vengono consumati, soprattutto se si tratta di alimenti particolarmente grassi e ipocalorici. I cibi troppo conditi affaticano il fegato e quelli ricchi di grassi aumentano la sintesi degli ormoni derivanti dal colesterolo.


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