Condividi

Parmalat - logo

Qual è la differenza tra le allergie e le intolleranze alimentari

Ancora oggi, nonostante siano entrambe molto diffuse e sia aumentata considerevolmente la sensibilità su questi temi, molte persone tendono a confondere le allergie con le intolleranze alimentari. In realtà, anche se la sintomatologia è simile e spesso addirittura sovrapponibile sotto certi aspetti, si tratta di due concetti diversi, così come sono differenti le cause che li scatenano, i meccanismi alla base, alcuni sintomi più intensi e, soprattutto, i possibili rimedi. Proviamo allora a fare chiarezza sui significati specifici di “allergia” e “intolleranza”, analizzando tutti i fattori ad esse correlati e suggerendo alcune valide soluzioni.


Le allergie alimentari


Le allergie alimentari non sono altro che una reazione esagerata e talvolta violenta del sistema immunitario, scatenata in risposta a un antigene, o meglio a un allergene che, percepito dall'organismo come un elemento estraneo e quindi come una possibile fonte di minaccia, fa di tutto per difendersi. Generalmente, in questi casi, alcune proteine contenute in determinati alimenti vengono erroneamente considerate nocive dal sistema anticorpale che, non avendo altre armi a sua disposizione, spinge così l'organismo a rilasciare sostanze chimiche come l'istamina, che provoca un'infiammazione. A provocare questa reazione allergica sproporzionata, che in situazioni estreme può sfociare anche in conseguenze molto dannose per l'organismo, come accade in caso di shock anafilattico, è proprio l'alimento stesso con i suoi allergeni, e più nello specifico le proteine in esso contenute.


La maggior parte delle allergie alimentari è provocata da nove alimenti: il latte vaccino, le uova, la frutta secca a guscio, gli arachidi, i crostacei e i molluschi, il pesce, la soia e il grano. Ma in realtà qualsiasi cibo o allergene alimentare può causare una reazione allergica. Non è sempre facile capire se si ha un'allergia oppure un'intolleranza alimentare, ma se si sospetta di avere un problema di questo tipo il nostro consiglio è di parlarne con il medico o con un esperto di allergologia, che potrà proporvi una serie di test diagnostici, tra cui gli esami del sangue e il prick test. Molto probabilmente vi verrà richiesto anche di trascrivere con attenzione su un diario tutti gli alimenti consumati nell'arco della giornata, l'orario della loro assunzione e, se ce ne sono, i sintomi che provocano: tutti questi elementi, messi insieme e analizzati, consentiranno al medico di individuare l'effettivo problema e di effettuare una diagnosi precisa.


Le intolleranze alimentari


Se si parla di intolleranze alimentari, invece, il concetto è ben diverso: il sistema immunitario, infatti, in questo caso non viene coinvolto e di conseguenza non si scatena una risposta immunitaria come avviene invece per le allergie. Ma qual è allora la causa scatenante di un'intolleranza alimentare? Come indica anche l'etimologia di questo termine, si può parlare di intolleranza quando il metabolismo sviluppa un'incapacità di tollerare un determinato cibo, e quando questo avviene l'organismo si ribella non riuscendo a digerirlo adeguatamente. L'intolleranza alimentare, dunque, è a tutti gli effetti una reazione tossica dell'organismo che non coinvolge il sistema immunitario e che dipende molto anche dalla quantità assunta di un particolare alimento, mentre quella provocata dall'allergia alimentare è una reazione non tossica e che quindi non dipende dalle dosi ingerite. Ciò significa che, anche se le intolleranze alimentari influiscono negativamente sulla qualità di vita di una persona, non la mettono in pericolo come invece può accadere con le allergie.


Le due sostanze che causano le più comuni intolleranze alimentari sono il lattosio, ovvero lo zucchero contenuto nel latte, e il glutine. Le persone intolleranti al lattosio hanno una carenza di lattasi, l’enzima digestivo che scompone lo zucchero del latte, per cui il loro organismo non riesce a scomporre il lattosio e lo trasporta direttamente nell’intestino crasso dove viene fermentato dai batteri. Ecco perché spesso questa intolleranza si manifesta con dolori addominali e intestinali, eccessivo meteorismo e frequenti episodi di diarrea.


L'intolleranza al glutine, la proteina presente nel grano, viene comunemente chiamata celiachia. Si tratta di una patologia sempre più in crescita, soprattutto nei bambini, e che porta con sé il pericoloso rischio di una disfunzione intestinale permanente. Nelle persone intolleranti al glutine l’assunzione di questa sostanza, contenuta in molti alimenti di consumo comune come la pasta, la farina, il pane, i biscotti e tutti i prodotti da forno, provoca un danneggiamento del rivestimento dell’intestino e una riduzione della capacità di assorbimento dei principali nutrienti contenuti nel cibo come, ad esempio, proteine, carboidrati e vitamine.


Principali differenze


Vi abbiamo spiegato in modo semplice e in linea teorica cosa distingue principalmente un'allergia da un'intolleranza alimentare, ma cercheremo di essere ancora più chiari con un esempio semplice e pratico: il sistema immunitario di un soggetto allergico agli arachidi reagirà in modo esagerato anche se la persona in questione mangerà un solo arachide, il che significa che anche una piccolissima parte di quell'alimento è percepita come un elemento estraneo e potenzialmente pericoloso per l'organismo, che viene così difeso provocando un primo campanello d'allarme, generalmente caratterizzato da prurito e irritazione a livello cutaneo, a cui potranno seguirne altri molto più gravi. Se invece una persona è intollerante agli arachidi e ne assume una quantità molto piccola non avrà alcuna reazione a livello cutaneo, mentre se ne mangerà una dose abbondante il suo organismo non riuscirà più a digerire quell'alimento e di conseguenza attiverà una reazione che provocherà effetti visibili a livello della pelle.


Esistono poi altri fattori che distinguono le allergie dalle intolleranze alimentari: le allergie si classificano in base agli anticorpi implicati nella reazione (IgE- mediate, IgE- non mediate e IgE- miste), mentre le intolleranze, che non coinvolgono il sistema anticorpale, si dividono in enzimatiche e farmacologiche. Per enzimatica s'intende un'intolleranza determinata dalla carenza o dalla totale mancanza di un enzima coinvolto nella digestione: in questo caso l'enzima non riesce a digerire quel determinato alimento. Ne è un esempio l'intolleranza al lattosio, dovuta alla carenza dell'enzima lattasi deputato alla digestione del lattosio. Per farmacologica, invece, s'intende un'intolleranza in cui il soggetto è sensibile ad alcune sostanze che si trovano nell'alimento: è il caso, ad esempio, degli alimenti ricchi di tiramina e dei loro effetti dannosi in soggetti ipersensibili a questa sostanza. Talvolta, è bene ricordarlo, possono verificarsi delle forme di intolleranza alimentare facilmente confondibili con un'allergia, in quanto caratterizzate da elementi che si ritrovano in entrambi i disturbi: in questi casi possiamo parlare di pseudo-allergie, particolari problematiche inserite nella categoria delle intolleranze farmacologiche e per questo trattate come una sorta di allergia causata dalla produzione di istamina in seguito all'ingestione di un cibo, come ad esempio il pesce in scatola, i crostacei, i pomodori e il cioccolato, tutti alimenti definiti “sostanze istamino-liberatrici” proprio per questa loro caratteristica.


Cause


Ma quali sono le principali cause che negli ultimi anni hanno portato a una forte crescita dei casi di allergia alimentare fra i bambini e non solo? Fino ad oggi sono sempre state un mistero o quasi, ma secondo un recente studio il motivo scatenante sarebbe legato a un mix di fattori correlati all'aspetto genetico e a quello ambientale in cui si trovano a vivere i futuri soggetti allergici, come l'esposizione della pelle a saponi che poi non vengono risciacquati (ad esempio quelli contenuti nelle salviette per neonati) e che indebolirebbero la barriera lipidica della pelle. Spesso una disfunzione della barriera cutanea è un terreno fertile per lo svilupparsi di un'allergia alimentare, magari semplicemente attraverso il bacio che si dà a un neonato subito dopo aver mangiato del burro di arachidi o toccandolo senza essersi lavati le mani dopo aver manipolato del cibo. Anche l'utilizzo di additivi e pesticidi in molti degli alimenti che consumiamo può giocare un ruolo sfavorevolmente importante nell'aumento delle allergie e delle intolleranze alimentari, per questo i consigli migliori da seguire in fatto di alimentazione sono di leggere sempre le etichette dei prodotti che acquistate e di fare prevenzione prediligendo quelli biologici o che comunque abbiano un'attenzione particolare nei confronti della nutrizione buona e sana.


Sintomatologia


Ad accomunare le allergie e le intolleranze alimentari è soprattutto la sintomatologia: i sintomi che si manifestano dopo una reazione allergica o dopo un'intolleranza alimentare, infatti, sono spesso molto simili. Dolori addominali e più precisamente allo stomaco, gastrite, diarrea, nausea, vomito, gonfiore addominale, prurito e arrossamento della pelle, dermatite atopica, orticaria, emicrania e flatulenza sono i principali effetti che si riscontrano in entrambe le patologie o problematiche che dir si voglia, anche se indubbiamente i sintomi provocati da un'allergia alimentare possono essere di maggior entità rispetto a quelli che si verificano in caso di intolleranza: le reazioni allergiche più intense, infatti, possono sfociare anche in anafilassi preceduta da segnali lampanti come il gonfiore della lingua, della bocca, della gola e del viso, l'abbassamento della pressione sanguigna e soprattutto problemi di carattere respiratorio e cardiorespiratorio molto gravi, dall'asma fino alla forma più grave dello shock anafilattico che, se non si interviene tempestivamente con farmaci specifici, può provocare il coma o addirittura la morte del soggetto allergico.


Rimedi


Quali sono le migliori soluzioni da adottare per non subire le conseguenze di un'allergia o di un'intolleranza alimentare? Nel caso dell'allergia occorre eliminare completamente il cibo incriminato dall'alimentazione di un soggetto allergico: questa dieta di esclusione farà sì che il soggetto non abbia più alcun tipo di manifestazione. Se abbiamo a che fare con degli intolleranti, invece, i soggetti in questione potranno continuare ad assumere quel determinato alimento, ma in quantità ridotte e a piccole dosi: talvolta il medico può suggerire l'eliminazione totale del cibo che provoca scarsa tolleranza ma solo per brevi periodi di tempo, in modo da consentire la nuova creazione del patrimonio enzimatico necessario alla digestione dell'alimento. Spetterà sempre al medico, in ogni caso, individuare il rimedio diagnostico migliore nel caso specifico del soggetto in cura, che si tratti semplicemente di fargli assumere una dieta speciale oppure, in casi più complessi, di fargli intraprendere una terapia a base di farmaci.


L'intolleranza al latte


Gli amanti del latte vaccino e di tutti i suoi derivati lo sanno bene: l'intolleranza al lattosio può essere davvero spiacevole perché chi ne soffre dovrebbe eliminare dalla propria dieta o, nel migliore dei casi, fare un uso moderato non solo della bevanda che tanto ama ma anche di molti latticini, rischiando così di incorrere in una rischiosa carenza di calcio, importantissimo per la salute delle ossa. Che fare allora per salvaguardare il proprio benessere fisico se si soffre di intolleranza al lattosio? Sarà necessario prestare molta attenzione alla propria alimentazione e adottare una dieta equilibrata, ricordandosi di sostituire il latte vaccino e i suoi derivati con altri alimenti che, benché privi di lattosio, possano fornire l'apporto di calcio necessario senza costringervi a mutare troppo le vostre abitudini alimentari, come i crostacei, i frutti di mare, i legumi, le noci, le mandorle, gli spinaci e il tofu.


Essendo una condizione ormai molto comune e diffusa in età adulta, l'intolleranza al lattosio non viene più considerata come una malattia da parte di gran parte della comunità scientifica, bensì come un cambiamento fisiologico tipico di una larga fetta della popolazione. La sempre maggiore sensibilizzazione verso questo disturbo ha permesso non solo un'attenzione maggiore della scienza medica verso lo studio di cause e rimedi per l'intolleranza al latte, ma anche il moltiplicarsi delle alternative alimentari in commercio per consentire agli intolleranti al lattosio di poter assumere le importanti proteine del latte.


Diversi marchi propongono versioni prive di lattosio dei propri prodotti più noti e tra questi Parmalat, con la sua linea Zymil, è riuscita a portare sulle tavole degli intolleranti al lattosio e di chi vuole semplicemente mantenersi in forma, non solo la leggerezza del latte delattosato, ottimo per la colazione e in qualsiasi altro momento della giornata, ma anche un gustoso dessert al cucchiaio come il Gelato Zymil Carte D'Or, oltre a varie tipologie di yogurt cremosi e una panna squisita e versatile, ideale per molteplici preparazioni creative in cucina. Volete un'idea? Concedetevi una deliziosa panna cotta senza lattosio, perfetta per una morbida merenda o come delicato dessert di fine pasto dopo una cena per due: il connubio tra la Panna Fresca Zymil e il tè macha vi conquisterà con gusto e leggerezza. Provare per credere!


prossimo articolo

In cosa consiste il test per l’intolleranza al lattosio e come farlo

LEGGI