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Quante calorie contiene la panna?

La panna è uno degli ingredienti base di numerose ricette: primi e secondi piatti e dessert, è un fedele alleato per donare gusto e cremosità ai vostri pasti.


Ma quante calorie contiene la panna? Le calorie della panna variano in base alla tipologia della stessa: la panna da cucina, per esempio, ha un apporto calorico inferiore rispetto a quella fresca, dovuto a una quantità minore di grassi.


Vediamo insieme nel dettaglio tutte le caratteristiche specifiche della panna e come utilizzarla in una dieta genuina e bilanciata.


Cosa sono le calorie?


Le calorie sono l'unità di misura dell'energia. Quando mangiate, il corpo trasforma il cibo ingerito in energia, che viene sfruttata per compiere qualsiasi tipo di azione, sia fisica che mentale, sia volontaria che involontaria. Ogni alimento che introducete nell'organismo produce energia che viene misurata dalle calorie alimentari.

Le etichette degli alimenti, oltre a riportare i grassi, le proteine e i carboidrati, segnalano le calorie, espresse in chilocalorie (kcal) o kilojoule (kj). In rapporto, una chilocaloria corrisponde a 4,18 kilojoule. Da un punto di vista scientifico, 1 chilocaloria, pari a mille calorie, coincide con la quantità di energia necessaria a innalzare di un grado, da 14,5 a 15,5 gradi, la temperatura di 1 kg di acqua distillata posta al livello del mare a una pressione pari a una atmosfera.


La quantità di energia, ovvero le calorie, che acquisite dal cibo che ingerite è racchiusa nei grassi, nelle proteine e nei carboidrati che lo stesso possiede. Ogni grammo di grasso fornisce intorno alle 9 chilocalorie, mentre ogni grammo di proteine e carboidrati, invece, ne contiene all'incirca 4.


L'energia recuperata dagli alimenti è rilasciata quando questi vengono assorbiti totalmente dal corpo attraverso la digestione.


Quante calorie si dovrebbero assumere nell'arco di una giornata?


Non è facile calcolare quante calorie devono essere assunte per seguire un regime alimentare sano ed equilibrato: se ne vengono assunte poche, si provoca dimagrimento; al contrario, se ne vengono assunte troppe, consegue l'ingrassamento.

Il fabbisogno energetico umano rappresenta l'apporto di energia alimentare necessario a compensare il dispendio della stessa. Il corpo umano consuma energia:



  • a riposo, il cosiddetto metabolismo basale, che rappresenta circa il 60-70% del consumo totale;

  • per muoversi (metabolismo cinetico), il che rappresenta una percentuale di consumo energetico giornaliero compresa tra il 15 e il 30%;

  • per termogenesi generata dagli alimenti, ovvero per la produzione di calore che l'organismo genera per far fronte a certe attività come la digestione e l'assorbimento, per un consumo calorico totale compreso tra il 5 e il 15%.


Tutti questi fattori sono variabili dipendenti di altri elementi: il metabolismo basale dipende dal sesso, l'età e il peso dell'individuo; il metabolismo cinetico dipende dal tipo di lavoro e dall'attività fisica che un soggetto svolge; la termogenesi dipende dalle caratteristiche genetiche di una persona, dalla attività fisica che svolge e dal suo processo digestivo, che a sua volta varia a seconda del cibo ingerito.


Il fabbisogno energetico medio, dunque, dipende da numerosi fattori. In media, stando agli ultimi dati dell'European Food Safety Authority, il fabbisogno giornaliero per un uomo adulto è di circa 2500 kcal, mentre per una donna intorno alle 2200 kcal.


Ricordate: una dieta sana necessita di un'assunzione equilibrata di proteine, carboidrati e grassi. In generale, un buon regime alimentare giornaliero è caratterizzato dalle seguenti percentuali di apporti energetici:



  • 12% dalle proteine;

  • 25% dai grassi;

  • 63% carboidrati.


Quante calorie ha la panna?


La panna è un derivato del latte prodotto a partire dai suoi grassi: per questo si presenta come un alimento ricco di grassi saturi, i grassi che si trovano principalmente negli alimentidi origine animale, carne rossa, pollame, latticini e derivati. Il suo apporto energetico, però, dipende dal tipo di panna. Panna per Cucinare, Panna Fresca Chef e Panna da Montare Chef si differenziano tra loro per la quantità di grassi posseduta e, conseguentemente, di chilocalorie generate.


La panna da cucina ha 219 kcal per 100 ml: la maggior parte di queste calorie proviene dai grassi, il 70% dei quali sono saturi. Come tutti i prodotti con queste caratteristiche, generalmente si consiglia un consumo controllato della panna. Un uso smodato rischia di aumentare il livello di colesterolo nel sangue e, con questo, la probabilità dell'insorgenza di alcune malattie come quelle cardiovascolari.


Questo non significa che i grassi saturi, compresa la panna, non debbano essere assunti. In tal senso, gli esperti consigliano un apporto quotidiano di grassi saturi inferiore al 10% delle calorie totali ingerite. Per rispettare i livelli definiti dai medici, basta bilanciare gli ingredienti dei pasti giornalieri. Se mangiate un piatto di pasta con la panna a pranzo, evitate grassi saturi a cena e viceversa. Dunque, se è fatta con prodotti di ottima qualità, la panna è un cibo che, senza alcun dubbio, può essere inserito nell’alimentazione.


Rispetto alla panna fresca, la panna da cucina ha una riserva inferiore di grassi, dunque di chilocalorie. Essendo a lunga conservazione (UHT), è sottoposta a sterilizzazione tramite calore (circa 100°), al fine di eliminare i batteri e gli altri microrganismi patogeni che si possono venire a formare durante i processi di produzione. Questo trattamento, oltre a eliminare quasi completamente i batteri, abbatte anche i grassi, rendendo la panna da cucina “più leggera” rispetto a quella fresca.


La panna da cucina è prodotta anche nella sua versione light. La Panna Chef Leggera è una panna de-grassata. I grassi contenuti sono ridotti del 50% rispetto alla Panna Classica Chef, per un totale pari al 10,5%. L'apporto inferiore di grassi si rispecchia nella quantità delle chilocalorie: 132 per 100 ml di prodotto.


La panna fresca è la crema di latte che trovate nei banchi frigo dei supermercati. A differenza della panna da cucina, la panna fresca non subisce un processo di sterilizzazione a 100° ma è sottoposta a una procedura di pastorizzazione, che consiste nel suo riscaldamento a una temperatura contenuta, di solito intorno ai 70°, per alcuni secondi.


La pastorizzazione riduce i batteri e gli altri microrganismi patogeni che si vengono a formare durante i processi di produzione, ma non li elimina totalmente. Per questo motivo, la panna fresca ha una durata massima di 7 giorni e deve essere conservata infrigo.


Non essendo portata a ebollizione, la panna fresca mantiene, quindi, un quantitativo di grassi più elevato rispetto alla panna da cucina, per un totale pari a circa il 35% contro il 21,5%. È proprio questo che favorisce la sua montatura.


I globuli di grasso in essa contenuti, una volta che si inizia a sbattere il liquido con una frusta a mano o una frusta elettrica, consolidano il reticolo che si forma tra le proteine caseine, le proteine del latte, e le bolle d'aria. Infatti, essendo stata sottoposta a un trattamento a moderata temperatura, oltre ai grassi, non si sciolgono neanche le proteine caseine che, al contrario, nella panna da cucina sono gelificate. Il che spiega l'aspetto cremoso e semisolido della panna da cucina contro la consistenza liquida della panna fresca.


In totale, la panna fresca ha 336 kcal per 100 ml. Il suo numero più elevato di calorie rispetto alla panna da cucina si spiega a partire dal suo maggiore apporto di grassi. È questo che le permette di aumentare il suo volume iniziale del 300% incorporando l'aria. Il risultato è la panna montata, che si contraddistingue per la sua spumosità.


Più grassi sono presenti nella panna, più questa si monta. Panne fresche con una percentuale di grassi inferiore al 35% (è possibile trovarne fino al 30% di grassi) saranno più difficili da montare perché la minore quantità di lipidi rende il composto meno stabile. Più difficili da montare risultano anche le panne con un quantitativo di grassi superiore al 40%, ma per il motivo contrario: queste, montandole, tendono a solidificarsi (burrificazione).


Calorie dei principali piatti con la panna


La panna, sia da cucina che fresca, è l'ingrediente principale di numerosi piatti della tradizione italiana. Difficilmente mangiata da sola, per lo più è utilizzata come condimento, a meno che non si tratti di panna montata, che molti golosi mangiano con il cucchiaio.


Le chilocalorie della panna, dunque, sono da calcolare anche in base alla pietanza a cui viene abbinata. Vi suggeriamo, allora, alcuni esempi diportate che prevedono la panna come ingrediente principe e le relative calorie.


Tra i piatti clou della tradizione italiana ci sono i tortellini con la panna, tipici della cucina bolognese. Questo piatto ha una media di 590 kcal ogni 100 gr. L'elevato apporto di energia dipende non tanto dalla panna, quanto dagli altri componenti della ricetta. I tortellini, oltre a essere una pasta fatta in casa, in cui è presente l'uovo, possono presentare diversi ripieni, dal pesce alle verdure e alla carne, come nella ricetta dei tortellini con speck e radicchio.


La pasta panna e prosciutto, invece, non essendo fatta con uovo e ripieno, ha un quantitativo medio di kcal pari a 450 ogni 100 gr.


Passando ai dessert, la ricetta classica della panna cotta può avere un apporto calorico medio di 300 kcal per 100 gr di prodotto, mentre la mousse intorno alle 200 kcal, come il gelato. Per quanto riguarda i dolci più elaborati preparati con la panna, una torta da compleanno può avere un quantitativo medio di kcal pari a 460 ogni 100 gr.


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